AMBIENTE. Agroenergia, agricoltori al Ministro Alemanno: “Subito tavolo di filiera”

Rapida convocazione del tavolo di filiera agroenergetica e individuazione da parte dell’Unione petrolifera del fabbisogno, per ciascun carburante dei quantitativi necessari a soddisfare gli obblighi di legge, la quale prevede che dal primo luglio 2006 i produttori di carburante devono immettere al consumo biorcarburante di origine agricola in misura pari all’1 per cento. Sono queste le richieste di Cia (Confederazione italiana agricoltori), Coldiretti e Confagricoltura in una lettera inviata al ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno.

Secondo le tre organizzazioni agricole la composizione del Tavolo di filiera dovrà tenere conto del reale interesse e rappresentatività della filiera stessa, allo scopo di rendere efficacemente applicabili gli obiettivi e gli strumenti che, in tale sede, saranno stabiliti. Inoltre, ribadiscono la piena disponibilità di superfici potenzialmente idonee alla coltivazione di produzioni agricole a destinazione energetica.

Cia, Coldiretti e Confagricoltura si impegnano a coinvolgere e sensibilizzare le strutture organizzate per facilitare l’attività operativa legata all’implementazione delle filiera agroenergetica. Nella lettera viene sottolineato anche che la legge finanziaria 2006 prevede un contingente defiscalizzato per il biodiesel e il bioetanolo che, secondo la Cia, Coldiretti e Confagricoltura, dovrà far parte dell’obbligo previsto nella legge 81/06. Il regolamento comunitario n. 1973/2004 della Commissione Ue all’art. 24 – si legge nella nota – riporta la misura cosiddetta della "valorizzazione economica" che, di fatto, preclude ogni possibilità di impiegare i semi di soia per la produzione dei biocarburanti. Quindi, si chiede un intervento a livello comunitario che abolisca il primo comma di tale articolo, ritenendolo un vincolo ormai superato con la Riforma della Pac del 2003.

In relazione alle attività che saranno realizzate negli stabilimenti bieticoli saccariferi dismessi e riconvertiti a produzioni energetiche, per gli agricoltori è necessario legare l’attività industriale alle produzioni ottenute nel territorio attraverso lo strumento dei contratti di programma agroenergetici.

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