AMBIENTE. Al via il Vertice di Copenaghen: le posizioni del Parlamento Ue e del Beuc

Ha preso il via da due giorni la Conferenza sul clima di Copenaghen, l’incontro che porterà alla conclusione del nuovo accordo globale sul clima, il post-Kyoto. E’ la 15/a Conferenza della Convenzione Onu sui cambiamenti climatici (Cop15 che si svolgerà dal 7 al 18 dicembre 2009); in due settimane 192 paesi dovranno trovare un’intesa per fermare la febbre del pianeta. Intanto in questi giorni sono giunte notizie di possibili aperture dalle economie emergenti: India, Cina e Brasile hanno raggiunto un accordo comune per operare insieme nel negoziato sui tagli alle emissioni di CO2 durante il Vertice di Copenaghen. E il Sudafrica ha dichiarato la disponibilità a rallentare del 34% entro il 2020 e del 42% entro il 2025 la crescita delle emissioni dei gas serra, a patto che ciò avvenga nel quadro di un accordo internazionale e di aiuti finanziari e tecnologici da parte dei paesi più sviluppati.

Al vertice è presente una delegazione del Parlamento Europeo che ha espresso la sua posizione in una risoluzione su "EU- Strategia per la conferenza sui cambiamenti climatici di Copenaghen", che è stata approvata a larghissima maggioranza il 25 novembre 2009.

Il Parlamento chiede che venga raggiunto un ambizioso accordo internazionale giuridicamente vincolante, in linea con gli ultimi sviluppi nel campo della scienza e coerente con l’obiettivo dei 2 º C, una collettiva riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nei paesi sviluppati nella fascia alta del range 25-40% per il 2020 rispetto ai livelli del 1990, il riconoscimento del "principio di responsabilità comuni ma differenziate" tra i paesi industrializzati ei paesi in via di sviluppo, e l’effettiva tutela delle foreste e delle azioni contro la deforestazione.

Anche il Beuc sarà presente a Copenaghen per portare la voce dei consumatori all’interno del processo di decisione del nuovo accordo sul clima. Da un Eurobarometro pubblicato il 2 dicembre 2009 è emerso che i due terzi degli europei considerano il cambiamento climatico un serio problema e il 72% dei cittadini dell’Unione Europea crede che non sia stato fatto abbastanza nella lotta ad esso. Alla luce di questi dati il Beuc chiede che il nuovo accordo dia ai cittadini gli strumenti per far qualcosa in più contro la febbre del pianeta.

"E’ importante che i leader sappiano che i consumatori sono pronti a fare scelte più sostenibili ed a cambiare i loro comportamenti – ha dichiarato il Direttore generale del Beuc Monique Goyens – E’ essenziale prendere decisioni politiche proattive che incentivino i cittadini ad adottare stili di vita e di consumo più sostenibili. Il Beuc è a Copenaghen per convincere i leader che devono essere prese misure concrete e ambiziose anche nel campo dei trasporti, delle utenze domestiche, dell’alimentare. Il miglioramento dell’industria e della filiera è un’altra chiave importante nella lotta al cambiamento climatico, soprattutto quando porta ad azioni per standard di prodotti più eco-sostenibili".

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