AMBIENTE. Alluvioni emergenza d’Italia, Legambiente: serve messa in sicurezza del Paese

Alluvioni, continua emergenza italiana. Giampilieri, Atrani, Savona, Genova, Prato: l’allarme si rincorre, le vittime nell’ultimo anno sono ormai salite a 44 e sono stati spesi oltre 200 milioni di euro in interventi che, di fatto, rappresentano solo un modo per tamponare i disastri. Perché "la messa in sicurezza del territorio è la vera grande opera pubblica da fare nel Paese". Questo quanto afferma oggi Legambiente a fronte dell’ennesima tragedia italiana – dopo Genova, Prato – che rivela come piccoli torrenti e fiumare siano il vero, pericoloso tallone d’Achille d’Italia.

"L’ennesima alluvione in Liguria è la triste conferma che sono i piccoli torrenti e le fiumare il tallone d’Achille d’Italia – afferma infatti Legambiente – I corsi d’acqua minori che vengono intubati, imbrigliati, lasciati invadere da detriti d’ogni genere, spesso usati come discariche, rappresentano la principale criticità del territorio. Da Giampilieri (Me) alle alluvioni in Provincia di Savona e Genova di ieri, passando per Atrani (Sa), basta un nubifragio per trasformare esondazioni in tragedie. Con la sciagura di oggi a Prato il triste bilancio del dissesto italiano sale a 44 vittime solo nell’ultimo anno. E per fronteggiare l’emergenza, dall’ottobre 2009 ad oggi, sono stati stanziati 237.570 milioni di euro senza contare il milione di euro stanziato dalla Regione Campania per l’alluvione di Atrani".

"Denaro che serve solo a tamponare il disastro, a riparare i danni, a fatica a ricostruire quello che c’era ma che mai migliora la situazione – commenta il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – Per mettere in sicurezza il territorio serve invece una grande opera di manutenzione pluriennale a partire dai piccoli corsi d’acqua. Un piano di prevenzione, in grado di coniugare la sicurezza dei cittadini con il rilancio delle economie locali, che vada a contrastare l’abusivismo e l’urbanizzazione selvaggia".

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