AMBIENTE. Appello di Amici della Terra al Parlamento Ue: no ai biocarburanti per ridurre emissioni

Amici della Terra, una delle Associazioni ambientaliste storiche in Italia, ha lanciato un appello ai membri della Commissione Ambiente del Parlamento Ue per esortarli a respingere la parte della direttiva europea "Energie rinnovabili" che promuove i biocarburanti. L’Associazione chiede agli europarlamentari che il prossimo 7 luglio dovranno votare la direttiva, di respingere "l’obiettivo del 10% al 2020 conseguito mediante gli agro-carburanti (biocarburanti di prima generazione)" e sollecitare invece "l’imposizione di obiettivi di gas serra più severi, basati solo su misure tecniche di efficienza energetica ed emissiva, per i produttori di autovetture in una successiva votazione".

L’appello dell’Associazione ambientalista, dunque, è contro la possibilità per i biocarburanti di contribuire all’obiettivo obbligatorio del 10% e contro l’obiettivo obbligatorio del 10% fissato al 2010 come quota delle fonti rinnovabili nei trasporti. Amici della Terra esorta il Parlamento Ue a tener conto del rischio di perdita di biodiversità e dell’aggravamento della fame nei contesti più svantaggiati che potrebbero verificarsi con provvedimenti poco ponderati.

"Pur apprezzando il fatto che l’Europa si ponga obiettivi ambiziosi per la riduzione dei gas serra e per l’incremento delle energie rinnovabili – si legge in un comunicato dell’Associazione – siamo fermamente convinti che le misure proposte debbano produrre un effettivo risparmio di emissioni di gas serra, salvaguardando l’ambiente e le strutture sociali e non entrare in competizione con le colture alimentari. Aumentare l’uso di biocarburanti nel settore dei trasporti non è una soluzione, fintanto che non saranno mature soluzioni basate su residui o colture non agricole (biocarburanti di seconda generazione), di cui sia dimostrata la sostenibilità ambientale.
Amici della Terra ricorda che "la produzione di questi tipi di biocarburanti provocano il depauperamento dei terreni agricoli, l’aumento della deforestazione e l’innalzamento dei prezzi di generi alimentari di base. Recenti studi scientifici hanno dimostrato che il risparmio di emissioni di gas serra generato dai biocarburanti è stato fortemente sopravvalutato e che in alcuni casi essi possono addirittura contribuire ad aggravare il problema dei mutamenti climatici".

La strada auspicata da Amici della Terra per la riduzione dei gas serra dei veicoli di trasporto è quella di ridurre le emissioni delle auto con misure tecnologiche e di efficienza energetica, con l’obiettivo di raggiungere nel 2012 i 130 gr CO2/Km come media del venduto del settore. Tale misura rientra in una proposta della Commissione Ue ed è attualmente in discussione al Parlamento Ue; prevede, inoltre, misure complementari per ulteriori 10 g, per un obiettivo complessivo di 120g/km al 2012.

"Auspichiamo inoltre – si legge nella nota di Amici della Terra – che il Parlamento Europeo introduca nel regolamento per la riduzione della CO2 delle auto anche un obiettivo a lungo termine (al 2020), consentendo l’inclusione di veicoli alimentati con elettricità, idrogeno ed altri vettori energetici purché ottenuti da fonti rinnovabili, diversi dai biocarburanti di prima generazione, la cui sostenibilità ambientale e sociale sia comprovata". La proposta contenuta nella nuova direttiva sulle fonti rinnovabili di aumentare l’uso dei biocarburanti non configura in alcun modo una politica per il clima efficace e responsabile.

 

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