AMBIENTE. Attivisti Greenpeace si vestono da koala e manifestano in difesa del protocollo di Kyoto

Si sono vestiti da koala e hanno manifestato davanti all’Ambasciata australiana di Bangkok per chiedere al Primo Ministro australiano di non boicottare il protocollo di Kyoto: è la nuova iniziativa degli attivisti di Greenpeace che hanno consegnato una lettera chiedendo a John Howard, Primo Ministro australiano, di non usare il summit delle 21 nazioni dell’APEC (Asia-Pacific Economic Cooperation) che si svolgerà a Sidney la prossima settimana, per "far deragliare il protocollo di Kyoto".

"Nel 1995 il mondo ha promosso questo progetto, gli obiettivi che erano stati posti fino ad allora si erano rivelati inefficaci, così è nato il protocollo di Kyoto che comprende degli impegni tassativi per la riduzione delle emissioni. Se Howard fosse serio, come dice, sul discorso del cambiamento del clima – sostiene Francesco Tedesco, responsabile della campagna Clima ed Energia per Greenpeace – allora dovrebbe condurre APEC verso il sostegno e il rinforzo di Kyoto, invece di introdurre l’idea di un accordo vago e teorico collocato in un futuro non specificato". L’associazione ricorda come l’IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change, abbia chiarito l’importanza degli sforzi che saranno compiuti nei prossimi decenni: se è ancora possibile mantenere il riscaldamento globale entro i 2°C, l’IPCC, ricorda Greenpeace, "indica che le emissioni globali dovranno raggiungere un picco massimo entro il 2015, e ridurre i livelli del 1990 del 50-85% entro il 2050".

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