AMBIENTE. Autunno tropicale: niente pioggia e neve, Cia: “E’ emergenza per agricoltura”

Non piove e non nevica. Per l’agricoltura si apre un’altra emergenza siccità. A rischio le recenti semine di cereali, in particolare al Nord; mentre per frutta e ortaggi incombe la minaccia di gelate. A lanciare il grido di allarme è la Cia-Confederazione italiana agricoltori preoccupata per problemi che i produttori agricoli, già alle prese con una persistente crisi strutturale, sono costretti ad affrontare i problemi determinati dalla nuova carenza idrica provocata dall’anomala e particolare stagione autunnale, che assomiglia sempre più ad una tarda primavera.

In molte zone del Paese -ricordano gli agricoltori- non piove da mesi e la situazione nelle campagne si è fatta critica. In altre, invece, nelle scorse settimane si sono abbattuti violenti temporali che hanno causato solo danni, senza irrigare minimamente i terreni coltivati. Il caldo di questi giorni -avverte la nota- ha fatto addirittura germogliare precocemente alcuni tipi di piante e di alberi da frutta che adesso rischiano di essere distrutti dalle possibili gelate che possono verificarsi un po’ in tutte le regioni, da Nord al Sud. Stesso discorso per gli ortaggi a campo aperto. Repentini abbassamenti della temperatura possono determinare gravi danni.Un’altra delle conseguenze di quest’autunno "tropicale" è -rilevano gli agricoltori- la scarsa produzione di castagne e di alcuni tipi di frutta secca, come noci e nocciole. Prodotti che hanno bisogno di molta acqua e temperatura umide. Fenomeni che però non si sono verificati. A dimostrazione di ciò anche la minore raccolte di funghi nei mesi di settembre e ottobre; mentre le api, che in questo periodo dell’anno sono improduttive, continuano a lavorare e a produrre miele.

L’allarme siccità -sottolinea la Cia- riguarda anche le grandi colture. Tra ottobre e novembre nella stragrande maggioranza delle regioni si sono seminati cereali. Così interi campi di grano tenero e duro, proprio per la scarsità delle precipitazioni e della carenza idrica, corrono il pericolo di rimanere fortemente danneggiati. L’eventualità di una risemina non è, quindi, remota.La mancanza, almeno per il momento, di neve è un altro elemento che preoccupa. Le precipitazioni nevose sono indispensabili non solo per la gioia degli sciatori, ma soprattutto per ricreare i bacini montani, rafforzare le falde acquifere e alimentare torrenti e fiumi, fondamentali per irrigare le campagne soprattutto in primavera ed in estate.Per l’agricoltura, insomma, i guai non finiscono mai. Si è appena conclusa un’annata che fa emergere solo dati negativi e se ne è aperta un’altra -conclude la nota- che, per adesso, non promette nulla di buono.

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