AMBIENTE. Balneabilità mare, Legambiente: “Il portale è un bluff”

I cittadini non sono in grado di capire dove sono localizzate le spiagge non balneabili: è il commento di Legambiente alla presentazione del Rapporto sulle acque di balneazione fatto ieri dal Ministero della Salute e accompagnato dalla presentazione del Portale Acque (www.portaleacque.it) per visualizzare le aree di balneazione italiane con i punti di campionamento. Ha detto Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente: "Il portale delle acque è un vero bluff ed è la conferma di quello che sosteniamo da tempo. Anno dopo anno è andata peggiorando l’informazione e la trasparenza sulla balneazione nel nostro Paese. Nel 2008 il rapporto del Ministero fu presentato nel mese di luglio, lo scorso anno nel mese di agosto, mentre quest’anno è stato presentato in pompa magna il primo portale on-line consultabile dal pubblico sulla balneazione che, piuttosto che dare informazioni in tempo reale, come sostenuto dal Ministero, sembrerebbe darle in un tempo surreale. Entrando nel sito internet, infatti, i cittadini non sono assolutamente in grado di capire dove sono localizzate le spiagge non balneabili".

Secondo Legambiente, inoltre, la nuova normativa sulla balneazione è in vigore in Italia dall’estate 2010 "e questo purtroppo ci fa perdere quel primato europeo sulla rete di monitoraggio, che abbiamo tenuto dal 1982 allo scorso anno, proprio perché l’Italia stavolta non ha dimostrato la stessa severità nel recepire i criteri comunitari per la valutazione sulla balneabilità nel nostro mare. Questo è un anno decisivo per la balneazione visto il cambio di normativa – conclude il responsabile scientifico di Legambiente – ma se all’impostazione a maglie più larghe non si affianca una corretta e immediata informazione ai bagnanti, si rischia di esporre i cittadini italiani e i turisti a potenziali pericoli per la salute, con conseguenti danni anche per l’economia turistica del Paese".

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