AMBIENTE. Bari, Punta Perotti: conclusa operazione abbattimento ecomostro

Si è conclusa oggi l’ultima esplosione che decreta l’abbattimento definitivo di gran parte dell’ecomostro di Punta Perotti sul lungomare sud di Bari. A venire giù sarà l’ultimo lotto del fabbricato B del complesso a ridosso del mare, rimasto in piedi – come da programma – dopo le prime due esplosioni avvenute ieri e il 2 aprile scorso, che hanno liberato gran parte della visuale del lungomare, finora chiusa dai due megaedifici del complesso edilizio abusivo.

I detriti, che già ora appaiono come un ulteriore ‘mostro’ di macerie da smaltire, saranno lavorati sul posto diventando in sei mesi circa un granulato inerte che servirà come riempitivo necessario al ripristino dell’intera area. Anche di questo intervento si occuperanno i tecnici novaresi della General Smontaggi nei 179 giorni messi a loro disposizione. Intanto resta ancora in piedi il blocco C del complesso, conosciuto come Palazzo Quistelli, parallelo alla ferrovia e in posizione più interna rispetto agli altri due. Anche questo verrà giù nelle prossime settimane, entro la fine di maggio, ma con modalità diverse dalle precedenti: non sarà abbattuto con microcariche esplosive bensì con l’impiego di un macchinario speciale dotato di un braccio operativo che raggiunge i 52 metri d’altezza.

Non provocherà danni alla salute l’eventuale inalazione di polveri provocate dall’abbattimento dell’ecomostro di Punta Perotti: è quanto ha assicurato il direttore dell’Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente, Giorgio Assennato, sentito in proposito dall’emittente Telenorba. Oltre a tutte le precauzioni prese, ha detto Assennato, per contenere la propogazione della nube sulla città, e in particolare nel quartiere Japigia dove sorge il complesso in via di abbattimento, c’é da considerare che le polveri non contengono amianto o altre sostanze nocive. L’unica precauzione – ha avvertito Assennato – devéessere adottata dalle persone asmatiche alle quali il direttore dell’Arpa suggerisce di non esporsi all’inalazione di queste polveri. Una centralina dell’Arpa sta monitorando in continuazione la situazione.

‘Ricominciamo da Punta Perotti, allargando la difesa delle coste e partendo dal demanio”. Lo ha detto Gaetano Benedetto del Wwf Italia, commentando oggi la seconda fase di abbattimento del complesso abusivo di Punta Perotti, sul lungomare di Bari. Parlando oggi a Bari con i giornalisti, Benedetto ha sottolineato: "Se Punta Perotti che ha una vicenda così intricata dal punto di vista giuridico si é risolta con l’ abbattimento allora vuol dire che è possibile abbattere, laddove non c’é questa difficoltà. Penso ad esempio agli abusi sul demanio che appartengono allo Stato e che soltanto lo Stato potrebbe abbattere senza dover chiedere nulla a nessuno". Benedetto ha poi continuato analizzando la situazione esistente in Italia: "Sicuramente i due terzi dell’ abusivismo italiano – ha affermato – sono nel Mezzogiorno d’Italia, sicuramente le coste sono il punto più dolente, più delicato di questo abusivismo edilizio".

 

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