AMBIENTE. Biodiversità, summit a Nagoya: da LIPU-BirdLife strategia in quattro punti

Il vertice di Nagoya basterà a rilanciare la difesa della biodiversità? Di sicuro serviranno precisi target da raggiungere, l’aumento delle aree protette e nuove sinergie fra politiche di difesa dei cambiamenti climatici e politiche di tutela della biodiversità. È quanto afferma LIPU-BirdLife Italia di fronte alle attese che accompagnano l’andamento della Conferenza delle Parti (COP 10) alla Convenzione della Diversità Biologica (CBD) in corso in Giappone. L’Italia si presenta con una nuova strategia nazionale, sottolineano le associazioni, ma su questa grava il taglio di risorse ai parchi nazionali.

In particolare, sono quattro i punti che secondo LIPU e BirdLife International dovranno essere affrontati nel vertice se si vuole invertire la tendenza alla perdita di biodiversità. Primo: mettere a punto un Piano strategico "esauriente, ambizioso e realizzabile, con associati target da raggiungere entro il 2020, che tenga conto dell’importanza del legame tra la conservazione della biodiversità e il miglioramento dei livelli di vita e di reddito delle popolazioni più svantaggiate". Bisogna concordare inoltre meccanismi che assicurino a ogni paese risorse sufficienti per la tutela della biodiversità, con un aumento dei fondi per i paesi in via di sviluppo. È necessario espandere la rete delle aree protette, in particolare l’ambiente marino. E, ultimo punto, bisogna "concordare azioni chiare per promuovere sinergie tra la Convenzione sulla Diversità biologica e la Convenzione sui cambiamenti climatici dell’ONU, perché biodiversità ed ecosistemi favoriscono la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici ma nello stesso tempo subiscono gli effetti negativi dei cambiamenti climatici".

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