AMBIENTE. CGIA Mestre: “Aumentano i rifiuti e diminuiscono le discariche”

Aumentano i rifiuti e diminuiscono le discariche. In Italia 200 discariche su 303 sono a rischio chiusura. Lazio, Sicilia, Friuli e Puglia le regioni in cui si riscontrano le situazioni più a rischio. E’ quanto emerge da "Lo smaltimento dei rifiuti in Italia", rapporto di CGIA di Mestre presentato a Roma questa mattina, in occasione dell’assegnazione del Premio "Amico del Consumatore".

Nel 2006 nel nostro Paese sono stati prodotti oltre 32 milioni e mezzo di rifiuti, il 2,7% in più rispetto al 2005. In particolare, il maggiore contributo nella produzione viene dalle Regioni del Nord con il 45%. Segue il Sud con il 32,5% e il Centro 22,6%. All’aumento dei rifiuti non corrisponde non risponde proporzionalmente il trend delle discariche che anzi diminuiscono di numero. Dalle 552 discariche censite nel 2002 si è passati a 303 impianti attivi nel 2006 per effetto della chiusura di 249 siti di cui ben 225 al Sud.

Allo stesso tempo l’indagine segnala il maggiore utilizzo della raccolta differenziata per il recupero di materiale riciclabile: nel 2006 l’ammontare complessivo supera abbondantemente le otto milioni di tonnellate con una crescita rispetto all’anno precedente del 9,2%. Allarmante invece risulta il numero di discariche che risultano avere le autorizzazioni in scadenza nel biennio 2007/2008: sono infatti 94 su 303 gli impianti che hanno un’autorizzazione di agibilità che si estende oltre il 2008.

In che stato sono le discariche attive? Dalla fotografia scattata da CGIA la regione che più tranquilla sembra essere il Trentino Alto Adige in quanto la capacità residua degli impianti consente di stoccare una quantità di rifiuti quattro volte quella prodotta nel 2006. Positiva anche la situazione di Umbria, Molise, Emilia Romagna, Toscana e Marche in cui si può contare una discreta concentrazione di impianti. Preoccupano invece le condizioni di Calabria e Friuli Venezia Giulia. Qui la capacità residua degli impianti è molto esigua ed urge una soluzione immediata per evitare risvolti drammatici.

Infine, in oltre il 90% dei comuni di residenza delle 200 famiglie intervistate viene praticata la raccolta differenziata, anche se solo nella metà di essi risulta obbligatoria (45%). Permangono però ancora zone del Sud e delle Isole dove questa non è presente (un comune su cinque), nonostante in quasi 28% dei comuni la raccolta differenziata è stata resa obbligatoria.

A cura di Laura Muzzi

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