AMBIENTE. Calabria, oggi demolito ecomostro di Copanello (Cz)

Una nuova vittoria per gli ambientalisti e per tutta la cittadinanza locale. Oggi alle ore 10:30 viene distrutto l’ecomostro di Copanello, sito in localit San Martino di Copanello di Stalett (Cz). La bruttura architettonica da anni indicata fra gli scempi paesaggistico-ambientali del Paese. L’opera di demolizione, ordinata gi dal 1987 con apposita ordinanza, stata realmente disposta solo lo scorso anno con un protocollo di intesa fra la Regione Calabria, la Soprintendenza regionale ai beni ambientali ed il comune di Stalett. La zona sar recuperata con interventi di carattere idrologico, paesaggistico e ambientale. Ai lavori di abbattimento assiste anche il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, oltre al presidente della regione Agazio Loiero, agli assessori regionali al Governo del Territorio, Michelangelo Tripodi, ed all’Ambiente, Diego Tommasi.

 

"Questa Giunta non tollera i guasti del passato – dichiara il presidente Loiero – ed attenta a evitarne per il futuro. Dal 1987 esisteva un’ordinanza di demolizione. Ma solo lo scorso anno stato firmato un protocollo di intesa fra la Regione Calabria, la Soprintendenza regionale ai beni ambientali ed il comune di Stalett per l’abbattimento. Inoltre, il 29 dicembre dello scorso anno, tra Regione ed i Ministeri dell’Economia e delle Infrastrutture stato siglato l’Apq Emergenze urbane e territoriali’. Un piano incisivo per la valorizzazione del paesaggio e la difesa del territorio che riguarda interventi per il recupero dei siti degradati nel quale rientrano non solo Copanello, ma anche altri nove comuni. Interventi che assumono un alto valore simbolico, una riconquista della cultura della legalit che non consente pi speculazione e degrado".

 

L’ecomostro di Copanello venne abusivamente costruito negli anni ’80 dalla societ "Centro Sud Immobiliare s.r.l." in localit San Martino di Copanello di Stalett, una zona sottoposta a vincolo di tutela paesaggistica. L’opera in cemento armato si estende sui 5000 mq ed ha un volume di 15.000 mc. Dopo lunghe vicissitudini guidiziarie nei confronti della societ immobiliare, si giunti finalmente alla sottoscrizione del protocollo d’intesa tra amministrazione comunale, Regione e Soprintendenza.

 

"Sar un grande risultato della politica – afferma l’assessore Tripodi – l’abbattimento dell’ecomostro di Copanello di Stalett, in provincia di Catanzaro". "Il mio impegno come assessore, assieme al presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, ha consentito di iniziare un percorso positivo – aggiunge Tripodi – per ripristinare le regole sul litorale costiero per troppo tempo lasciato nelle mani degli speculatori. la prima volta che in Calabria si demolisce un edificio abusivo e ci il frutto di un impegno preciso, costante e qualificante che stiamo portando avanti come Giunta regionale e come assessorato all’Urbanistica e al Governo del Territorio. Sar un evento eccezionale, ma non unico. Seguiranno, infatti, altri interventi per riportare la legalit e salvaguardare il paesaggio e il territorio della nostra regione". "Per la valenza culturale che assume tale abbattimento – conclude l’assessore all’Urbanistica – estremamente importante che i calabresi partecipino all’evento, non solo i rappresentanti istituzionali ma anche i giovani, le associazioni e quanti hanno a cuore il futuro di questa terra che non dovr mai pi essere violentata dagli interessi economici ai danni del paesaggio e dell’ambiente". Per procedere alla riqualificazione dell’area dopo l’abbattimento dell’ecomostro, stata stabilita una dotazione finanziaria di 600mila euro.

C’è anche Legambiente questa mattina ad assistere all’abbattimento dello scheletro di Copanello. «Questa demolizione – afferma Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente – arriva a coronare anni di battaglie per il ripristino della legalità ambientale in luoghi di pregio, ma devastati dal fenomeno dell’abusivismo. Speriamo che le ruspe non si fermino a Copanello, perché è piuttosto lungo l’elenco dei manufatti illegali che costellano la regione. Bene ha fatto il presidente Loiero a lanciare la sfida, ora vada avanti su questa strada e restituisca alla Calabria le sue coste in tutta la loro bellezza».

«Auguriamo sinceramente alla Giunta Loiero – commenta Antonino Morabito, presidente di Legambiente Calabria – di essere protagonista di altri mille atti concreti come questo: la Calabria ha un improrogabile bisogno di una svolta, di fatti e non di episodi e se vogliamo che ciò accada, chiediamo al Presidente e all’intera Giunta di contrastare, con fatti altrettanto concreti, scelte gravemente contraddittorie della maggioranza, come il vergognoso stralcio dell’art. 58 bis della legge urbanistica che dettava norme di salvaguardia del territorio costiero e degli alvei fluviali o la bocciatura della delibera n. 607 del 27 giugno 2005, rimettendo così in discussione le Zone di Protezione Speciale individuate nel Marchesato e alla Foce del Neto. Queste scelte lasciano mano libera a chi intende sfruttare il nostro territorio per interessi di parte, dando spazio a ipotesi come «Europaradiso», progetto che se realizzato farebbe colare un milione e 397 mila 550 metri quadrati di cemento su 1200 ettari di macchia mediterranea alla foce del fiume Neto».

Secondo Legambiente ancora molte sono le strutture abusive da eliminare:

  • Capo Rizzuto (KR), ovvero il mostro nell’area marina protetta. Le ruspe si fanno attendere, nonostante il sequestro con l’operazione «Isola Felice» portata avanti dalla Questura di Crotone di ben 245 abitazioni realizzate senza alcuna concessione edilizia e l’ordinanza di demolizione confermata dalla Procura della Repubblica.
  • Palafitta e Trenino a Falerna Scalo (CZ), così soprannominate da residenti e turisti. Si tratta di due opere edificate direttamente sul bagnasciuga.
  • L’Orchidea a Grisolia (CS), il villaggio – camping posto sotto sequestro nell’aprile del 2005 perché risultato interamente abusivo. La struttura turistica si trova immersa nel verde della Riviera dei Cedri e si affaccia direttamente sulla spiaggia, ricoprendo un’area di circa 30.000 metri quadrati.
  • Costa degli Dei a Capo Vaticano (VV), sito in cui la Forestale ha posto sotto sequestro una ventina di immobili lungo il litorale del comune di Ricadi. Molti degli edifici si trovano all’interno di villaggi turistici o in prossimità di essi e ricade in zone sottoposte a vincolo paesaggistico-ambientale.

Comments are closed.