AMBIENTE. Cambiamenti climatici, ENEA scopre grano duro resistente alla siccità

I cambiamenti del clima colpiscono anche l’agricoltura. Fra le coltivazioni più a rischio in Italia c’è il grano duro, ingrediente fondamentale per produrre pane e pasta. Basti pensare che, per la desertificazione, nel 2006 la superficie destinata alla coltivazione del cereale si è ridotta del 16% rispetto all’anno precedente. Per trovare una soluzione, la scienza ha messo in campo le tecnologie molecolari. L’ENEA ha infatti presentato oggi il risultato di FRUMISIS, un progetto triennale mirato all’individuazione di geni di resistenti alla siccità e alle alte concentrazioni di sali nel terreno del grano duro. Lo studio è stato realizzato in collaborazione con il Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA), l’Università della Tuscia, l’Università La Sapienza, l’Università di Bari, l’ Università di Udine, la Società Metapontum Agrobios, il Consorzio Agrital Ricerche.

La ricerca ha permesso di selezionare nuove varietà di grano duro, in grado di adattarsi alle condizioni di clima più siccitose. "I risultati del progetto – afferma l’ENEA – potranno contribuire a rilanciare la coltura del grano duro nei territori tipici di produzione, quali le Regioni del Centro-Sud ed i Paesi del Bacino del Mediterraneo". Si tratta di una scoperta molto importante per l’agricoltura e per l’industria agro-alimentare nazionale: in Italia la semola di grano duro è destinata per l’86% alla produzione di pasta (dati Italmopa), e la filiera del grano duro, dalla produzione primaria alla trasformazione in pasta, pane e semola, costituisce circa il 15% del fatturato del settore agroalimentare (dati ISMEA). Il progetto FRUMISIS è stato Finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e coordinato dal CRA (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura).

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