AMBIENTE. Cambiamento climatico, per gli europei si può fare di più

Gli europei sono preoccupati del cambiamento climatico e lo considerano uno dei principali problemi mondiali. Ma pensano che non sia inarrestabile e possa dunque essere risolto. La maggioranza ritiene che la lotta al cambiamento climatico possa avere un impatto positivo sull’economia e che l’Europa possa fare di più rispetto agli obiettivi di aumentare l’energia rinnovabile e ridurre le emissioni di gas serra entro il 2020. Ma una parte significativa ritiene che l’informazione sul cambiamento climatico sia ancora scarsa. Sono i principali risultati di una speciale ricerca dell’Eurobarometro sulle attitudini pubbliche verso il cambiamento climatico, commissionato dal Parlamento europeo e della Commissione e pubblicata oggi.

I tre quarti dei cittadini intervistati tiene in seria considerazione il cambiamento climatico: il 62% degli intervistati lo considera infatti uno dei due principali problemi che affliggono il mondo, preceduto (68%) da quello della povertà. Ma pur riconoscendo la gravità del cambiamento climatico, la maggioranza degli europei intervistati (60%) ritiene che non sia inarrestabile e che possa essere risolto. E una chiara maggioranza del 56% pensa che la lotta al cambiamento climatico possa avere un impatto positivo sull’economia. Ma gli europei considerano anche "troppo modesti" gli obiettivi dell’Europa in tema di riduzione di emissioni di gas serra e sviluppo di energie rinnovabili entro il 2020.

Più della metà degli intervistati si considera informato sulle cause e sulle conseguenze del cambiamento climatico (56%) e sulle modalità di lotta (52%) ma la proporzione di cittadini che ritiene di essere scarsamente informato resta significativo e si attesta a più di quattro su dieci. E così la mancanza di informazione è considerata una ragione rilevante dell’assenza di azione contro il cambiamento climatico.

Ma gli interventi adottati contro il cambiamento climatico non sono ancora sufficienti: per gli intervistati corporazioni e industria non fanno abbastanza (76%) come pure gli stessi cittadini (67%), i governi nazionali (64%) e l’Unione europea (58%). Una chiara maggioranza di intervistati indica di aver preso qualche tipo di provvedimento per combattere il cambiamento climatico, anche se si tratta in genere di azioni come la riduzione dello spreco di energia o di acqua. Il 44% degli intervistati si dichiara pronto a pagare di più per l’energia prodotta da fonti che emettono meno gas serra; non così il 30% del campione, mentre un restante 26% non fornisce risposta.

Per Margot Wallström, vice presidente della Commissione europea, "è impressionante vedere che i cittadini europei prendono così seriamente in considerazione la questione del cambiamento climatico e questo conferma la nostra convinzione di come sia imperativa un’azione continua e coerente dell’Unione europea in quest’area".

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