AMBIENTE. Campagna “Sos plastica”, da terra a mare, i pericoli che incombono su animali e uomini

Continua la campagna del WWF "Sos plastica". Nell’ambito del Salone Nautico di Genova sono stati presentati i dati della campagna, che è partita ad agosto sul web con il supporto del multimedia Yacht&Sail, ed è stato rinnovato l’appello a completare la prima mappatura dello stato dell’inquinamento da plastica in mare aperto e soprattutto lungo le coste, poiché i rifiuti che finiscono in mare arrivano da una cattiva gestione di discariche a terra.

Sul potere di invasione della plastica nei nostri mari e sui suoi effetti sulla salute, è stato creato un vero e proprio Catalogo con 10 punti a sfavore della plastica in mare: dalle spiagge piene di sacchetti, alle specie di animali in pericolo poiché inghiottono la plastica o ne restano intrappolate, dal pericolo tossicità dei polimeri sintetici di cui la plastica è costituita alla compromissione della catena alimentare.

Infine, cade l’ultima barriera: quella che gli esseri umani sono esenti dagli effetti di sostanze, come Bisfenolo A e ftalati. Secondo il recente studio "Previeni" (www.iss.it/prvn), condotto dal WWF insieme all’Istituto Superiore di Sanità insieme all’Università La Sapienza di Roma/Ospedale Sant’Andrea, l’Università di Siena e finanziato dal Ministero dell’Ambiente, queste sostanze sono anche in grado di superare la barriera, un tempo ritenuta invalicabile, della placenta, tanto che 8 bambini su 10 nascono già "contaminati" dagli ftalati, anche se spesso i disturbi non sono evidenti. La ricerca completa verrà resa nota il prossimo 25 ottobre a Roma, presso l’Aula Magna dell’Università della Sapienza.

"In un Mediterraneo di qualità non c’è posto per un materiale inquinante così pericoloso e invasivo – ha dichiarato Marco Costantini, responsabile del Programma Mare del WWF Italia – L’Italia è immersa in un prezioso Hot spot di biodiversità, 17.000 specie tra animali e vegetali, che tutto il mondo ci invidia ma che ogni anno vede 220 milioni di turisti concentrati in uno spazio che rappresenta appena l’1% dei mari globali. auguriamo che tutto il mondo della nautica si senta coinvolto in questa operazione che mira a conoscere a fondo il reale stato dell’inquinamento da plastica: occorre uno sforzo straordinario che soltanto unendo le forze sarà possibile completare".

La Campagna "Sos plastica" si serve di una speciale "mappa" sul sito http://mediterraneo.wwf.it: per segnalare i propri avvistamenti è richiesto un punto nave o coordinate della costa con l’inquinamento riscontrato e una breve descrizione con eventuale foto o video. Le prime segnalazioni già inviate in questi primi 2 mesi dai diportisti raccontano di rifiuti lungo le coste del basso Tirreno, dello Ionio, lungo le coste pugliesi e calabresi, nelle isole pontine e perfino in Spagna. Ma la segnalazione più drammatica giunge da un’ong locale del Marocco: lungo il tratto di costa del paese che si affaccia sul Mediterraneo discariche a cielo aperto riversano da alte scogliere tonnellate di rifiuti direttamente in mare, un caso simbolico ma non isolato che evidenzia un problema riscontrato anche in molti altri paesi del Mare nostrum.

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