AMBIENTE. Carabinieri bloccano traffico di rifiuti pericolosi nel nord Italia

Durante un’operazione del Noe sono state arrestate ventisei persone con l’accusa di smaltire rifiuti pericolosi in aziende agricole italiane e austriache. I rifiuti erano destinati, per essere smaltiti illegalmente, ad aziende agricole italiane e austriache. All’operazione, denominata "Sacher Compost", partecipano circa 150 militari del Comando tutela ambiente e dei comandi provinciali di Gorizia, Venezia, Bologna, Ravenna, Udine, Pordenone e Belluno, che stanno eseguendo numerosi arresti e sequestri nel Centro-Nord.

"L’operazione condotta oggi dai Carabinieri di Roma in collaborazione con il Noe di Udine è un’ennesima conferma della gravità e delle proporzioni dello smaltimento illecito di rifiuti pericolosi nel nostro Paese, e dello snodo significativo rappresentato dal Nord-Est in questi traffici". Questo il commento di Enrico Fontana, responsabile Ambiente e legalità di Legambiente, che plaude all’operazione Sacher Compost in corso dalle prime ore di questa mattina nel Triveneto e in Emilia-Romagna.

"Gli smaltimenti illegali di rifiuti pericolosi sono una piaga di proporzione nazionale e internazionale e non riguardano più solo le Regioni meridionali, a tradizionale presenza mafiosa – prosegue Fontana -. Delle 54 inchieste condotte ad oggi grazie all’introduzione dell’articolo 53 bis del decreto Ronchi che punisce i traffici illeciti di rifiuti, nel 2002, ben 23 riguardano il Nord-Est: un pesante 42% di illegalità ai danni della salute e dell’ambiente. Quando i rifiuti pericolosi sono trasformati in fertilizzanti per l’agricoltura, come in questo caso, finiscono infatti direttamente nei nostri piatti".

Legambiente ricorda che dal primo arresto eseguito nel febbraio 2002, grazie all’introduzione dell’articolo 53 bis del decreto Ronchi sono state 360 le persone arrestate e 1139 quelle denunciate, 320 le aziende coinvolte. Sono intervenute 34 procure.

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