AMBIENTE. Città italiane “soffocate” dallo smog

Qualità dell’aria ed emissioni i principali problemi per l’ambiente delle città italiane. E la colpa è soprattutto dei trasporti, in particolare del trasporto su strada che si qualifica come la principale sorgente emissiva di PM10. Lo rileva il III Rapporto Apat (Agenzie per la Protezione dell’Ambiente e del Territorio) sulla qualità dell’ambiente urbano oggi presentato a Roma.

Dito puntato quindi al trasporto su strada, che ad esempio a Roma contribuisce per il 70% sul totale delle emissioni di PM10. Basti pensare che nel 2005 il parco auto della capitale è cresciuto al ritmo di circa 3 auto l’ora, per un totale di 732 autovetture per 1000 abitanti. Per il sindaco capitolino, Walter Veltroni sono: "cinque le emergenze ambientali per Roma: implementazione della metropolitana, cuore del nostro sforzo e dei nostri impegni finanziari, la soluzione al problema della raccolta differenziata dei rifiuti e degli imballaggi, la pedonalizzazione dei centri storici, l’utilizzo obbligatorio di energie rinnovabili e il sostegno alle tecnologie". "Mi aspetto da questo governo – ha proseguito Veltroni – un chiaro segnale per la promozione del trasporto pubblico, rispetto al privato. Nelle città è la metropolitana la vera scelta strategica".

In generale, già a fine giugno 2006 nel 77% dei punti di osservazione è stato superato il valore limite giornaliero della concentrazione di PM10. Per l’ozono, nel 2005, nel 75% degli agglomerati è stata superata almeno una volta la soglia di informazione al pubblico. Più confortante la situazione relativa alle concentrazioni di monossido di carbonio, benzene, piombo e biossido di zolfo che, dall’analisi delle serie storiche dal 1993 al 2005, risultano essere ormai sotto controllo con pressoché nessun superamento del limite per monossido di carbonio, piombo e biossido di zolfo e un trend decrescente, oramai consolidato, per il benzene.

A livello nazionale, il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, ha detto: "Occorre un’inversione a 180 gradi: dall’85% di trasporto su gomma occorre passare alle ferrovie ma soprattutto al mare, che ha tempi di realizzazione più veloci. Sono circa 700 milioni di euro l’anno i fondi stanziati per avviare riforme strutturali nel sistema dei trasporti. Noi dobbiamo spostare, d’accordo con gli autotrasportatori, anche gli sforzi economici in direzione del trasporto sul mare e comunque sull’intermodalità".

Per quanto riguarda il verde urbano dal 1999 al 2003 quello gestito dal Comune è aumentato nel 75% delle città mediamente dell’1,4% (con un massimo di 6,6% a Palermo). I dati più recenti, relativi al 2003 mostrano un valore medio del verde rispetto alla superficie comunale pari a 4,9%.

Buono il giudizio da parte del rapporto sulla copertura del servizio di acquedotto. Secondo i dati della ricerca la copertura in nessun caso risulta inferiore, in termini di abitanti serviti/abitanti residenti, al 92% con un valore medio pari al 96%.

Prato e Catania, Firenze, Venezia e Roma sono le città con i valori di produzione dei rifiuti, nel 2004, più alti, mentre Verona,Genova e Milano fanno registrare valori particolarmente bassi o in linea con la media nazionale (553 kg per abitante all’anno). La città più virtuosa in tema di raccolta differenziata è Padova, con circa il 40% di rifiuti raccolti nel 2004. Il rapporto evidenzia nel triennio considerato (2002 – 2004), una forte crescita della raccolta differenziata per Taranto (+116%), Catania (+113%), Roma (+96%) e Palermo (+36%), tuttavia tali incrementi si traducono, in termini assoluti, in percentuali di raccolta differenziata ancora insoddisfacenti, al disotto del 10%.

Veltroni ha posto l’attenzione sul "tema degli imballaggi: è necessario produrre delle norme che abbiano effetti concreti. Essenziale anche il sostengo alle tecnologie che sono una grande risorsa(un esempio, lo snellimento della burocrazia) per combattere il traffico". "Sugli imballaggi – ha sottolineato il Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio – abbiamo allo studio una proposta per stabilire dei limiti massimi di proporzione tra il peso dell’imballaggio e del prodotto".

Il Ministro ha messo in evidenza soprattutto la "necessità di freschezza dei dati perché in tema di ambiente la disponibilità e la capacità di verificare il riscontro è di massima importanza. Quindi occorre investire nella costanza del riscontro per conoscere le esigenze e stilare delle normative ma anche utilizzare le risorse".

 

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