AMBIENTE. Clima, Pecoraro Scanio: “Serve una riforma ecologista per l’economia”

Per affrontare i cambiamenti climatici provocati dall’uomo è necessario intraprendere scelte decise. Secondo il Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, l’attenzione alle problematiche ambientali è fra le priorità di ogni governo. "La sfida del futuro – ha dichiarato il Ministro durante la Conferenza nazionale per l’energia sostenibile promossa dalla commissione italiana dell’Unesco – è una riforma ecologista dell’economia. Se in tutte le sedi internazionali si registra una preoccupazione crescente sul cambiamento climatico (e Tony Blair e Gordon Brown non nascono certo come ecologisti), occorre passare dalla sensibilità alla priorità ambientalista".

"La sensibilità non basta più – ha ammonito il Ministro. – Ho sollecitato il governo a indire una conferenza nazionale per l’energia entro il prossimo anno, in vista della redazione di un piano energetico nazionale (quello che abbiamo è vecchio). Ne ho parlato con Prodi e lui è d’accordo. Non discuteremo solo di mitigazione, ma di adattamento ai mutamenti climatici che sono già in atto. Siccità, fenomeni climatici estremi, alluvioni sono già aumentati negli ultimi 10 anni".

Per Pecoraro l’emergenza clima è causata principalmente dalla circolazione automobilistica e dall’industria. "Da noi tutti dicono – ha dichiarato Pecorano Scanio – che il problema esiste, ma dicono anche: quanto costa Kyoto? Io rispondo: quanto costa se si alza di 50 centimetri il livello del mare lungo le coste italiane? Nella finanziaria precedente il capitolo relativo alla difesa del suolo prevedeva zero stanziamenti. Sono usciti in questa finanziaria 200 milioni di euro per il 2007 e 265 per gli anni successivi, più 150 milioni ottenuti dal 10 per cento del definanziamento del Ponte sullo Stretto, tutti destinati alla difesa del suolo". "Dobbiamo mettere insieme le migliori intelligenze del paese intorno alla questione del cambiamento climatico – ha concluso il Ministro dell’Ambiente. – C’è una grande opportunità che va colta prima che alcuni fenomeni climatici rendano obbligatorie le scelte. Non aspettiamo una vistosa inondazione per impegnarci".

 

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