AMBIENTE. Clima, a Bruxelles l’arca di Greenpeace: appello al vertice mondiale

BRUXELLES. Un’arca gigante al centro di Bruxelles. Con questa installazione Greenpeace chiede oggi ai governi di agire per salvare il clima. Questa settimana l’Ipcc, il Comitato scientifico delle Nazioni Unite per il clima, è riunito nella capitale belga per presentare la seconda parte del quarto rapporto sul cambiamento climatico.

Si apre oggi e durerà sino a venerdì prossimo la Conferenza intergovernativa sui mutamenti climatici. Nel corso del summit verranno messi a punto gli ultimi dettagli di uno studio internazionale sul cambiamento climatico, condotto da circa 2500 tra i principali scienziati del mondo. I risultati del lavoro della Commissione Intergoverantiva saranno quindi presentati nel corso del summit G8 di giugno dopo che a maggio un ulteriore rapporto proporrà alcune concrete misure politiche e operative per contrastare o almeno rallentare il fenomeno del global warming.

Almeno sessanta paesi, in prevalenza del terzo mondo, subiranno conseguenze immediate e pesanti dal fenomeno: siccità, cronica manca di cibo, erosione delle coste, devastanti alluvioni, dinamiche migratorie incontrollabili. Secondo le anticipazioni della stampa internazionale, il testo mostrerà come nei prossimi 20 anni decine di milioni di cittadini dell’America Latina e centinaia di milioni di africani si troveranno a dover far fronte a gravi problemi di carenza idrica.

Fuori dall’edificio Greenpeace chiede ai governi di agire per salvare il clima. "Con ciascun rapporto dell’Ipcc, la dimensione dei rischi cresce. In base all’ultima valutazione del 2001 centinaia di milioni di persone sarebbero state a rischio in futuro a causa del cambiamento climatico. Questa settimana potremmo vedere numeri diversi: cresce la febbre del pianeta, il rischio diventa piu’ grande", afferma Francesco Tedesco, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace. "Il numero di persone colpite da condizioni climatiche estreme e altri disastri naturali è complessivamente quasi triplicato negli ultimi due decenni, chi vive nei Paesi in via di sviluppo è più vulnerabile". Per fermare il cambiamento climatico, le emissioni di gas serra devono essere dimezzate al 2050.

Recentemente Greenpeace ha lanciato il rapporto ‘Energy [R]evolution’ che dimostra come sarà possibile soddisfare i crescenti consumi energetici mondiali dimezzando le emissioni di CO2 al 2050 attraverso efficienza energetica e rinnovabili, favorendo anche lo sviluppo economico. "Sappiamo che il cambiamento climatico cresce. Sappiamo che cosa sta succedendo, sappiamo perché e sappiamo che fare per fermarlo. Non abbiamo scuse per restare con le mani in mano", aggiunge Tedesco.

Mentre l’Ipcc presenterà il rapporto, il maratoneta Francesco Galanzino scalderà i muscoli per il giorno successivo quando parteciperà ad una competizione al Polo Nord come testimonial della campagna di Greenpeace contro i cambiamenti climatici.

LINK: Ipcc

 

 

 

 

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