AMBIENTE. Comieco: sì agli imballaggi purchè utilizzati con intelligenza

Imballaggi amici dell’ambiente? Secondo gli italiani sì, a patto di venire utilizzati in modo intelligente, per garantire la qualità del prodotto. Questi sono solo alcuni dei risultati più significativi della ricerca che Eurisko ha realizzato per Comieco. L’indagine rileva che nel nostro Paese, ben altre infatti sono le fonti di inquinamento che preoccupano gli italiani: il traffico (68%), le emissioni delle industrie (67%), i rifiuti solidi urbani (40%), i detersivi (32%). Solo all’ottavo posto con un 16% si posiziona l’eccessivo uso degli imballaggi. Ben al di sotto dei concimi e diserbanti (23%), i rifiuti speciali (21%) e l’inquinamento elettromagnetico (19%).

I prodotti alla spina rappresentano sicuramente un’opportunità di scelta in più per i consumatori che vogliono fare i propri acquisti direttamente dal produttore. Tuttavia quando si tratta di garantire sicurezza e qualità i consumatori rispondono in maniera univoca: l’imballaggio è in grado di assicurare igiene e sicurezza per l’80% degli intervistati. Offre inoltre le indicazioni indispensabili per il migliore utilizzo del contenuto e la descrizione degli ingredienti, ritenuti fondamentali per quasi tutto il campione (95 e 94% rispettivamente). L’imballaggio fornisce anche garanzia di qualità (68%) e facilità di trasporto (60%).

Ma gli imballaggi sono poi tutti uguali? Per i consumatori del Belpaese esiste una precisa classifica che premia la carta: gli imballaggi di cellulosa con cui sono confezionati i principali beni di prima necessità come pasta, riso e latte vengono apprezzati per la riciclabilità (61%), il rispetto per l’ambiente (47%) e il basso costo (55%).

Tale costo contenuto è garantito da tutta la filiera della cellulosa che sta lavorando da anni per rendere gli imballaggi sempre più amici dell’ambiente, promuovendo la raccolta differenziata e studiando prodotti sempre più innovativi con peso e volume sempre più ridotti: basti pensare che sul costo totale di un chilo di riso – ad esempio – la confezione incide solo tra l’1,8 e il 4,6 %, in un chilo di spaghetti tra 1,8 e 3,5%, in un chilo di mele tra 2,2 e 2,9%. Una percentuale minima se si pensa alle diverse funzioni della confezione, una garanzia di qualità per tutti i prodotti e carta d’identità per il Made in Italy nel mondo (fonte: elaborazione Comieco su dati Assografici-Bestack).

Per migliorare ancora le performance dell’imballaggio in carta e cartone e la sua sostenibilità ambientale nasce inoltre "carta e cartone: l’imballaggio è responsabile" un progetto che riunisce le associazioni di categoria Assocarta e Assografici, Comieco, le associazioni dei consumatori, le università, i centri di ricerca sull’imballaggio e le aziende che utilizzano le confezioni per monitorare e sviluppare idee su imballi sempre più utili e ecocompatibili.

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