AMBIENTE. Commissione Ue agli Stati membri: “Maggiore impegno per Kyoto”

I 15 "vecchi" Stati membri dell’Ue (Ue-15) conseguiranno appena i loro obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra previsti dal protocollo di Kyoto. Lo rileva la relazione annuale della Commissione Europea che ricorda che l’Europa a 15 si è impegnata a ridurre le sue emissioni di gas serra dell’8% rispetto ai livelli dell’anno di riferimento entro il 2008-2012.

"Le proiezioni dimostrano che non c’è spazio né per l’autocompiacimento né per gli errori – ha dichiarato il commissario all’ambiente Stavros Dimas – La Commissione continua a lanciare nuove iniziative per ridurre le emissioni europee, come dimostra il piano d’azione sull’efficienza energetica annunciato di recente. È però indispensabile che tutti gli Stati membri facciano la loro parte per assicurare l’effettivo adempimento del nostro impegno comune. I ritardatari devono urgentemente intensificare gli sforzi per conseguire i rispettivi obiettivi, se necessario prevedendo ulteriori misure nazionali di riduzione delle emissioni. Gli Stati membri potranno rispettare i propri obblighi soltanto se i piani di assegnazione nazionali relativi al secondo periodo del sistema comunitario di scambio delle quote di emissione saranno sufficientemente ambiziosi".

Secondo le proiezioni fornite dagli Stati membri, se ci si basasse unicamente sulle politiche e sulle misure già in vigore, nel 2010 le emissioni di gas serra nell’Ue-15 sarebbero inferiori solo dello 0,6% rispetto ai livelli dell’anno di riferimento. Oltre a ciò, 10 Stati membri dell’Ue-15 prevedono di ottenere crediti di riduzione delle emissioni da progetti in paesi terzi, come previsto dai meccanismi flessibili di Kyoto. Se queste previsioni si realizzeranno, le emissioni verranno ridotte del 7,2% rispetto ai livelli dell’anno di riferimento entro il 2010. Con l’aggiunta di attività di afforestazione e di riforestazione, che creano "pozzi" biologici di assorbimento dell’anidride carbonica dall’atmosfera, la riduzione totale potrebbe raggiungere l’8%, ossia l’obiettivo di Kyoto.

Sette Stati membri dell’Ue-15 (Austria, Belgio, Danimarca, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna) prevedono infine che le rispettive emissioni supereranno i livelli consentiti nell’ambito dell’accordo Ue di ripartizione degli oneri, accordo che traduce in obiettivi individuali giuridicamente vincolanti per ciascuno dei paesi Ue-15 l’impegno collettivo alla riduzione dell’8%.

 

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