AMBIENTE. Compensazione CO2, CTCU: “Alle compagnie aeree italiane non interessa”

Si chiama "possibilità di compensazione" la prassi che si sta diffondendo in alcuni Paesi europei secondo la quale le compagnie aeree offrono ai passeggeri la possibilità di compensare il danno arrecato all’ambiente con le emissioni di CO2 prodotte dal proprio volo. In pratica si trasformano le emissioni causate dal volo in termini economici e il risultato è che, pagando questa somma, si finanzia un progetto a tutela del clima e dell’ambiente e si riporta a zero l’emissione di CO2. Un dare-avere il cui bilancio risulta in pareggio, in termini di inquinamento ambientale. Ma in Italia questa prassi non sembra prendere piede.

Da una rilevazione a campione eseguita dal Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano risulta che le compagnie aeree italiane non sono interessate a tale possibilità: nessuna delle compagnie analizzate offre ai propri passeggeri la possibilità di compensare le emissioni prodotte dal proprio volo. In Germania, Francia ed anche negli Stati Uniti offrire questa importante possibilità è ormai, invece, prassi consolidata. Anche se – si legge in una nota del CTCU – secondo una rilevazione di mercato eseguita nell’agosto scorso dal Bundesverband der Verbraucherzentralen, www.vzbv.de (la Federazione dei Centri Tutela Consumatori della Germania) soltanto 3 delle Agenzie che si occupano di "compensazione della CO2" sono "raccomandabili senza riserve alcune": atmosfair.de, myclimate.org e goclimate.org.

 

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