AMBIENTE. Condono per trafficanti d’arte? Legambiente: “No, grazie”

Una bella sanatoria per i tombaroli e i collezionisti d’opere d’arte rubate, un assurdo lasciapassare per chi ha trafugato preziosi beni archeologici: ecco in sintesi – secondo Legambiente – la proposta di emendamento alla Finanziaria dell’on Gabriella Carlucci sulla "riemersione di beni culturali in possesso di privati", un censimento del sommerso realizzato depenalizzando il possesso di beni archeologici in cambio di un’autocertificazione di "detenzione in buona fede" e il pagamento di un discutibile balzello.

"Nessun condono per i trafficanti d’arte. Nessun privilegio per chi detiene beni archeologici non denunciati. Questo emendamento – ha dichiarato il vicepresidente di Legambiente Sebastiano Venneri – oltre a consentire a un facile viatico a chi fino ad oggi ha detenuto illegalmente beni dello stato, incentiverà ulteriormente i furti e il saccheggio del sottosuolo grazie alla depenalizzazione e alla facile regolarizzazione degli illeciti. Assurdo che il paese che più degli altri dovrebbe investire in tutela e valorizzazione dei beni culturali promuova un condono generale salva-furbetti basato oltretutto su una ridicola dichiarazione di buona fede".

Il provvedimento proposto sarebbe inoltre, una sorta di fotocopia di quello presentato nel 2004 da alcuni deputati, tra i quali la stessa Carlucci, e che fu allora ritirato dal governo su proposta del ministro dei beni culturali Giuliano Urbani. "Speriamo – ha concluso Venneri – che anche in questo caso prevalga il buon senso e vinca la legalità e che questo non sia invece solo il primo di una nuova serie di condoni di cui questo paese non ha certo bisogno".

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