AMBIENTE. Conferenza sul clima, CGIL: puntare su economia verde

Un nuovo piano energetico per programmare gli investimenti necessari nella produzione e distribuzione di energia rinnovabile e per sostenere l’efficienza energetica, e un fondo per la crescita e l’innovazione che punti ad anticipare la domanda di economia verde: sono fra le proposte lanciate dalla CGIL durante la Conferenza nazionale sul clima, occasione per lanciare idee e progetti sulla green economy e sulla buona occupazione.

"Occorre uno sforzo istituzionale – commenta Oriella Savoldi, responsabile del dipartimento Ambiente e Territorio della Cgil nazionale – degli operatori economici e sociali per orientare di nuovo le scelte verso l’economia verde, un settore capace di ripensare ruoli e impostazioni, di aprirsi a scelte innovative, considerando che quelle in campo sono per la maggior parte molto datate e non all’altezza dell’attuale transizione e rischiano così di mancare l’obiettivo che si propongono".

Secondo la Cgil, l’economia verde non deve essere vista come un progetto per illuminati, ma l’insieme di tecnologie e conoscenza che può aprire a un mercato che potenzialmente potrebbe sostituire almeno il 20% del Pil mondiale (l’ITC si fermò al 6%).

La soluzione alla crisi economica attuale non può essere risolta aumentando la domanda di consumo, ma passa dalla capacità di innovare beni e servizi, argomenta la CGIL. E in questo, un fattore propulsivo è rappresentato proprio dalla green economy. Prosegue Savoldi: "Sostanzialmente l’economia verde (green economy), la sfida energetica, attraverso una maggiore conoscenza e le nuove tecnologie per l’energia pulita (clean energy technologies), possono diventare il motore per uscire dalla depressione, in ragione dell’insieme d’innovazioni che comincia a tradursi in nuove opportunità di crescita, investimento, attività e occupazione, alimentando virtuosamente il sapere tecnologico, e rinnovando la domanda di una sua declinazione per il benessere sociale e il rispetto ambientale".

I numeri della crescita per tecnologie quali eolico, fotovoltaico e solare termico sono infatti elevati. Come ricorda la CGIL, la crescita degli investimenti fra l’inizio della crisi nel 2007 e il 2010 è stata pari a oltre il 63%: protagonisti di questa crescita sono a livello mondiale soprattutto la Cina, l’Europa e il Nord America.

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