AMBIENTE. Copenaghen, WWF: energia pulita, nel 2020 varrà 1600 miliardi di dollari

Nel 2020 l’industria dell’energia pulita avrà un valore pari a 1600 miliardi di dollari, al terzo posto dopo il settore delle automobili e dell’elettronica. Tali tecnologie possono infatti diventare il terzo più importante settore industriale internazionale grazie anche all’apporto della Cina, attualmente al quarto posto per vendite assolute e al sesto per Pil. È quanto afferma il WWF, che ha lanciato oggi a Copenaghen un rapporto – "Economia pulita, Pianeta vivente – Costruire industrie tecnologiche forti per l’energia pulita" – che presenta una classificazione dei Paesi di tutto il mondo per vendite di energia pulita.

Rispetto al Pil nazionale, a guidare la classifica è la Danimarca, pioniera dell’energia eolica e solare. Al secondo posto il Brasile, che ha il primato del bio-etanolo, mentre al terzo posto c’è la Germania, grazie alla base manifatturiera e al sostegno pubblico dato all’energia eolica e solare. Entro il 2020, sostiene l’associazione, il tasso di crescita delle rinnovabili sarà del 15% annuo.

"Questo è il percorso dell’economia pulita che si sta verificando già adesso, con le energie rinnovabili supportate solo da una parziale cornice normativa internazionale derivata dal Protocollo di Kyoto e da sostegni nazionali non sistematici, mentre sono ancora ingenti i sussidi ai combustibili fossili – ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia – Immaginate cosa potrà succedere con un accordo di Copenaghen di successo e adeguati meccanismi nazionali per applicarne le direttive. Il futuro dell’economia e della sicurezza energetica è nelle energie pulite".

PDF: Clean Economy, Living Planet – Building strong clean energy technology industries

Comments are closed.