AMBIENTE. Ctcu scrive a De Castro: “Vietare commercio di pellicce di cane e gatto”

Il Centro Tutela Consumatori e Utenti (Ctcu) di Bolzano ha inviato una lettera aperta al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Paolo De Castro, in cui chiede di vietare assolutamente l’importazione ed il commercio di pellicce di cane e gatto. Dopo un preambolo in cui si traccia il "triste bilancio" del fenomeno (ogni anno in Asia si uccidono circa due milioni di cani e gatti), nella missiva si chiede di sostenere il divieto totale di importazione e commercio delle pelli di cane e gatto, prendendo posizione in tal senso durante le consultazioni al Consiglio dei Ministri e chiedendo la cancellazione del regolamento speciale attualmente in vigore. Gli Stati Uniti e l’Australia hanno già approvato apposite leggi volte a stroncare questa pratica senza eccezioni. Il loro esempio potrebbe essere seguito anche nell’Unione europea.

Agli inizi del 2007 – spiega il Ctcu – negli Stati Uniti sono state scoperte delle aziende che non rispettavano il divieto di importazione di pelli di cani e gatti. L’introduzione abusiva di questi prodotti è stata ricondotta alle leggi approssimative in materia di etichettatura dei pellami, e così il Congresso USA si è attivato per renderle più rigorose. Date queste premesse, la invitiamo a sfruttare l’attuale dibattito in sede europea per favorire anche qui l’introduzione di un sistema di etichettatura obbligatorio, che identifichi chiaramente la razza, il luogo di provenienza e le condizioni di allevamento di tutti gli animali da pelliccia.

La lettera si conclude con un appello: "Nella sua qualità di ministro, Lei ha oggi la possibilità di contribuire concretamente a porre fine all’orribile commercio di pelli di animali domestici in tutta l’Unione europea. La esortiamo ad approfittarne!"

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