AMBIENTE. Da domani il Wwf apre al pubblico 7 nuove oasi

Gli amanti della natura si preparino: anatre, aironi, falchi e fenicotteri li stanno aspettando. Da domani infatti, in coincidenza con la Giornata mondiale delle zone umide, il Wwf aprirà al pubblico sette delle sue oasi. Lo riferisce l’associazione in un comunicato. Dal Veneto alla Basilicata passando per la Toscana e la Puglia sarà possibile visitare queste aree protette che sono tutte riconosciute dalla Convenzione di Ramsar, che nel mondo conta ben 1.675 siti.

Queste le oasi in questione:

  • Riserva naturale della Laguna di Orbetello e Riserva naturale del Lago di Burano in provincia di Grosseto, Palude di Bolgheri in provincia di Livorno (Toscana). Possibili avvistamenti di fenicotteri, gru e oche selvatiche.
  • Riserva naturale regionale Pantano di Pignola in provincia di Potenza (Basilicata) dove si potranno ammirare anatre e limicoli tra cui la volpoca e l’anatra canapiglia oltre al nibbio reale.
  • Riserva naturale dello stato le Cesine provincia di Lecce e Riserva naturale marina di Torre Guaceto provincia di Brindisi (Puglia) per vedere strolaghe e tarabusi.
  • Riserva naturale statale di Valle Averto provincia di Venezia (Veneto) specialmente anatre tra cui strolaghe e mestoloni.

Sebbene ricoprano solo il 6% circa della superficie terrestre, le zone umide sono tra gli ecosistemi più ricchi di biodiversità del Pianeta. Se quantificassimo "economicamente" la loro funzionalità, calcolando che gli ecosistemi nel loro insieme provvedono per 33 mila miliardi di dollari l’anno ai fabbisogni dell’uomo, potremmo verificare che circa il 26% di questi provengono dalle sole acque interne.

"In Italia, tra il 1938 e il 1984, abbiamo perso – spiega il Wwf – il 66% degli ambienti umidi. Nel mondo, circa il 26% delle aree umide sono state prosciugate per far posto all’agricoltura o interrate per lo sviluppo urbano. La perdita e il degrado degli ambienti umidi non si è mai fermato: ancora oggi, sono seriamente minacciate vaste aree di importanza nazionale e internazionale".

Il Wwf sottolinea come in Italia le zone umide svolgano "una fondamentale funzione di crocevia per i flussi migratori". "Se seguissimo il tragitto – concludono gli ambientalisti – che compie un uccello migratore nel viaggio di ritorno dall’Africa, risalendo verso Nord, vedremmo che le principali zone umide utili al suo sostentamento sono situate, oltre che lungo le coste siciliane, sulla costa tirrenica dell’Italia centrale compresa tra il Lazio e la Toscana".

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