AMBIENTE. Dal Po al Tevere ai corsi d’acqua minori, Legambiente lancia “Operazione fiumi 2007”

Grandi fiumi come il Po e il Tevere e corsi d’acqua minori: un mese per monitorare corsi d’acqua, territorio e rischio idrogeologico. Centomila alunni delle scuole medie elementari e medie di tutta Italia, insieme a sessantamila volontari, prenderanno parte alla campagna di Legambiente, realizzata in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile, che promuove la prevenzione dal rischio idrogeologico. L’iniziativa, con 34 tappe in 13 regioni d’Italia, è partita nei giorni scorsi e toccherà i grandi fiumi (Po, Magra, Tevere, Sangro, Ofanto, Garigliano) ma anche torrenti e piccoli corsi d’acqua dove spesso ci sono discariche abusive ma anche abitazioni costruite all’interno degli alvei. Obiettivo dell’iniziativa è infatti quello di sensibilizzare cittadini e giovani sulla necessità di salvaguardare i fiumi, gestire correttamente il territorio, far capire l’importanza della protezione civile e della prevenzione del rischio idrogeologico. Nel corso della campagna saranno inoltre presentati i dati inediti di "Ecosistema rischio 2007", l’indagine di monitoraggio sulle attività che le amministrazioni comunali hanno concretamente messo in campo per la sicurezza dei cittadini e del territorio contro il rischio idrogeologico.

Il 20 e 21 ottobre, in occasione della tappa romana, saranno organizzate le giornate nazionali di prevenzione delle alluvioni: in oltre 500 località si svolgerà una iniziativa di manutenzione del territorio con la pulizia delle discariche individuate lungo i fiumi. Gli studenti prenderanno parte ad attività educative di informazione e sensibilizzazione. In primo piano ci saranno il monitoraggio delle situazioni più a rischio e le proposte per una piena messa in sicurezza del territorio. Alla campagna prenderanno parte Legambiente, Dipartimento della Protezione Civile, scout dell’Agesci e del Cngei, l’Associazione nazionale Alpini, l’Associazione nazionale Vigili del fuoco in Congedo e la Protezione Civile delle regioni Marche e Sicilia. Fra i 5.581 comuni italiani ad alto rischio idrogeologico, che rappresentano il 70% del totale, 9 comuni su dieci hanno abitazioni in aree a rischio e più della metà presenta fabbricati industriali in aree soggette a pericolo. E negli ultimi 10 anni su un territorio italiano sempre più fragile si sono verificate ben 12.176 calamità idrogeologiche. "Il ricorrere di eventi alluvionali con conseguenze gravi per la popolazione – commenta Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente – non può essere attribuito solo alle intemperanze del clima, ma soprattutto a un modello di sfruttamento intensivo e poco programmato del territorio, che vede sempre più spesso sorgere abitazioni un po’ ovunque lungo i corsi d’acqua, senza tenere conto del rischio idrogeologico. La sicurezza dei cittadini e il risanamento del territorio devono rappresentare dunque una priorità assoluta a tutti i livelli della politica. E’ necessario però che le opere di messa in sicurezza idraulica e dei versanti non diventino alibi per continuare a costruire irrazionalmente lungo i fiumi".

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