AMBIENTE. Delega, Metteoli firma nove decreti attuativi

Il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Altero Matteoli, ha firmato ieri nove decreti attuativi del decreto legislativo in materia ambientale (N. 152/2006) entrato in vigore il 29 aprile scorso. I decreti riguardano in particolare l’istituzione dell’Authority di vigilanza sulle risorse idriche e i rifiuti, le norme tecniche per il riutilizzo delle acque reflue, le procedure per l’affidamento con gara del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e del servizio idrico integrato, la definizione dei limiti esterni dell’estuario verso il mare, i modelli di registri di carico e scarico dei rifiuti, i criteri, le procedure e le modalità per il campionamento e l’analisi delle terre e rocce da scavo, la disciplina per il monitoraggio della spesa ambientale, i registri delle imprese autorizzate alla gestione dei rifiuti.

Ecco in particolare il contenuto dei nove decreti:

  • ”Istituzione dell’autorità di vigilanza sulle risorse idriche e i rifiuti (art.159 comma 1 del D.Lgs.152)”. Il comitato di Vigilanza dell’uso delle risorse idriche (Coviri) assume la denominazione di Autorità per la vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti. L’Autorità e’ costituita dai presidenti e dai componenti del Coviri e dell’Osservatorio Nazionale sui rifiuti che restano in carica per sette anni.
  • ”Norme tecniche per il riutilizzo delle acque reflue (art.99 comma 1 del D.Lgs152)”. Il decreto stabilisce i criteri per il riutilizzo delle acque reflue domestiche, urbane ed industriali regolamentando le destinazioni d’uso e i requisiti di qualità per favorire il risparmio idrico e la tutela qualitativa e quantitativa delle risorse idriche.
  • ”Modalità di aggiudicazione da parte dell’Autorità d’ambito del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani (art.202, comma 1 del D.Lgs.152)”. Il decreto disciplina le modalità ed i termini secondo i quali le Autorità d’ambito aggiudicano il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani stabilendo che la gestione del servizio venga aggiudicata mediante gara ad evidenza pubblica disciplinata dai principi e dalle disposizioni comunitarie.
  • ”Modalita’ di aggiudicazione del servizio idrico integrato (art.150, comma 2 del D.lgs.152)”. Il decreto, come quello sulla gestione del servizio dei rifiuti, detta le modalità delle procedure di gara e inoltre stabilisce che la disciplina prevista si applica anche nella scelta del socio privato preventiva alla costituzione delle società’ miste.
  • ”Definizione dei limiti esterni dell’estuario (art.74, comma 1, lettera e del D.Lgs152)”. Il decreto stabilisce che l’estuario e’ l’area di transizione i cui limiti sono compresi tra le acque dolci e le acque costiere. Per mappare gli estuari d’Italia, il decreto da’ 18 mesi all’Icram per condurre uno studio esteso a tutto il territorio nazionale.
  • ”Registri di carico e scarico dei rifiuti – (articoli 190 e 195 D.Lgs.152)”. Il decreto approva i modelli di registro di scarico e carico dei rifiuti escludendo da questo adempimento i piccoli produttori artigiani che non hanno più di tre dipendenti per cui sarà emanato un nuovo provvedimento.
  • ”Criteri, procedure e modalità per il campionamento e l’analisi delle terre e rocce da scavo (art.186, comma 3 del D.Lgs.152)”. Il decreto stabilisce i metodi di campionamento e la preparazione dei campioni, i limiti per le concentrazioni di inquinanti, la periodicità delle analisi.
  • ”Disciplina per l’esecuzione del monitoraggio della spesa ambientale (art.55, comma 5 del D.Lgs.152)”. Secondo il decreto la spesa ambientale continuerà ad essere monitorata dall’ Anci. Il decreto disciplina anche l’esecuzione delle attività di raccolta ed elaborazione dei dati. Le spese monitorate sono quelle in conto capitale di Stato, Regioni, Province Autonome, Province, Comuni, Comunità montane ed altri organismi di diritto pubblico.
  • ”Gestione dei registri delle imprese autorizzate alla gestione dei rifiuti (art.212 comma 23 del D.Lgs152)”. Il decreto stabilisce che il Comitato nazionale dell’Albo dia pubblicità ai registri delle imprese autorizzate alla gestione dei rifiuti. L’inserimento nei registri e’ su base volontaria

 

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