AMBIENTE. Dimezzare i poveri e gli assetati. Obiettivi della campagna di Coopi

"L’ambiente giusto fa sviluppo" è la nuova campagna della Coopi – Cooperazione Internazionale, una Ong che dal 1965 è impegnata nella lotta alla povertà. Lanciata oggi in conferenza stampa a Milano l’iniziativa aderisce a due degli Obiettivi del Nuovo Millennio: sradicare la povertà estrema e la fame; assicurare la sostenibilità ambientale. L’ambiente, infatti, è la chiave per battere la povertà, poiché lo sviluppo umano deriva dalla creazione di un ambiente in cui le persone possono sviluppare tutto il loro potenziale e condurre una vita produttiva e creativa, in accordo con i loro bisogni e interessi.

Coopi ha in progetto di realizzare un ambiente migliore di vita per le popolazioni più povere del mondo, che sono circa un miliardo di persone, e raccoglie i fondi affinché questo sia possibile, sensibilizzando chi non è afflitto da questa piaga. Coopi interviene in situazioni di emergenza alimentare, sostiene l’agricoltura, costruisce pozzi, riqualifica quartieri urbani degradati e incoraggia l’uso sostenibile delle risorse naturali.

La campagna durerà fino al 2015 e si nutrirà di iniziative di comunicazione e raccolta fondi, sia a livello locale che nazionale; la più importante delle quali in ordine di tempo è "Jump! For life" che partirà il 26 settembre a Napoli, dove si "salterà" per 3 giorni, e toccherà Roma, Torino e Milano. Sono i numeri della povertà che fanno venir voglia di saltare.

Ci sono 1,2 miliardi di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno; il 70% di essi vive e lavora nelle aree rurali dei Paesi in via di sviluppo, dove la produttività agricola sta diminuendo nettamente, a causa del degrado del suolo. Circa 1,1 miliardi di persone, inoltre, non ha accesso all’acqua potabile, mentre più di 2,4 miliardi di persone non dispone di impianti fognari adeguati. Oltre 2 milioni di persone, in maggioranza bambini, muoiono ogni anno per delle malattie la cui insorgenza è associabile alla mancanza di acqua potabile, a impianti fognari inadeguati, a un’igiene scadente. E una larga percentuale delle persone soffre di malattie causate direttamente o indirettamente dal consumo di acqua o cibo contaminati o da organismi infettivi che si riproducono nell’acqua.

Sono, infine, più di 25 milioni le persone che sono costrette ad abbandonare il proprio habitat di vita, a causa di gravi problemi ambientali, come la siccità, l’erosione del suolo, la desertificazione e la deforestazione – problemi causati dall’estrema povertà, dai mutamenti climatici e da interventi infrastrutturali disastrosi che compromettono la loro stessa esistenza o qualità di vita. Tali persone sono chiamate a tutti gli effetti "rifugiati ambientali" e secondo le previsioni sono destinate ad aumentare vertiginosamente.

La campagna "L’ambiente giusto fa sviluppo" si pone l’ambizioso obiettivo di dimezzare la quota di persone che sopravvivono con meno di un dollaro al giorno e quella delle persone che non hanno accesso sicuro all’acqua potabile.

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