AMBIENTE. Discariche rifiuti, Corte di Giustizia Ue apre procedura contro l’Italia

La Corte di Giustizia Europea ha aperto una procedura precontenziosa nei confronti dell’Italia per la mancata applicazione della direttiva 1999/31, relativa alle discariche di rifiuti. La norma mira a prevenire e a ridurre le ripercussioni negative sull’ambiente, in particolare sulle acque superficiali, sulle acque freatiche, sul suolo, sull’atmosfera e sulla salute umana risultanti dalle discariche di rifiuti.

In particolare, la direttiva disciplina la messa in discarica dei rifiuti e specifica le diverse categorie di rifiuti (urbani, pericolosi, non pericolosi e inerti) e si applica a tutte le discariche definite. Le discariche sono classificate in tre categorie: discariche per rifiuti pericolosi, per rifiuti non pericolosi, per rifiuti inerti. La norma europea stabilisce una procedura per la concessione dell’autorizzazione di gestire una discarica, nonché una procedura uniforme di ammissione dei rifiuti allo scopo di evitare ogni pericolo. Gli Stati devono adottare i provvedimenti necessari affinché le discariche esistenti possano rimanere in funzione solo se applicano quanto prima le disposizioni della direttiva e ogni tre anni devono presentare alla Commissione una relazione in merito all’attuazione della direttiva.

La Corte punta il dito contro il decreto legislativo 36 del 2003: la norma è "il risultato del recepimento tardivo della direttiva e dalla particolare struttura della stessa, la quale prevede due diversi regimi giuridici a seconda che ci si trovi in presenza di discariche preesistenti o di discariche nuove. A causa del recepimento tardivo operato dal decreto legislativo, alcune discariche che avrebbero dovuto essere assoggettate al regime previsto per le nuove discariche, sono invece assoggettate al regime previsto per le discariche preesistenti".

Per Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, è necessario "rivedere al più presto la normativa e intervenire sull’eco-tassa per lo smaltimento in discarica. E’ l’ennesimo richiamo di Bruxelles al nostro Paese per la mancata applicazione di normative comunitarie sui rifiuti. Una buona occasione per affrontare anche il tema del basso costo di smaltimento in discarica, che caratterizza in particolare gli impianti del centro sud. Dopo aver risolto l’annosa questione degli incentivi alle fonti assimilate, che renderà certamente più costoso l’incenerimento dei rifiuti, – conclude il presidente di Legambiente – occorrerà intervenire anche sul sistema di tassazione delle discariche stabilito da una legge del 1995, per evitare che torni conveniente l’interramento dei rifiuti e rendere più competitivo il riciclaggio da raccolta differenziata".

 

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