AMBIENTE. Domani a Messina manifestazione No Ponte. Legambiente aderisce

"I soldi del Ponte per la messa in sicurezza dei territori". Questo lo slogan che accompagnerà il corteo di domani, a Messina, contro la realizzazione del Ponte sullo Stretto. "Ad un anno di distanza dall’alluvione che ha colpito la zona sud di Messina, lasciando sul terreno 37 morti, e a parecchi mesi dalle frane che hanno interessato i paesi dei Nebrodi, – si legge sul sito della Rete No Ponte – le aspettative di messa in sicurezza e d’aiuto provenienti da quei territori sono largamente disattese. Le prime piogge autunnali, inoltre, hanno gettato nella paura i paesi già colpiti e messo in ginocchio Reggio Calabria. Al contrario, il progetto di costruzione del Ponte sullo Stretto ha proseguito il suo iter, un iter stanco, confuso e contraddittorio che, però, si propone all’intero territorio meridionale come un’ipoteca gravida di devastazioni e sprechi".

Le risorse disponibili andrebbero indirizzate invece a mettere in sicurezza il territorio – sia la Sicilia che la Calabria sono a rischio idrogeologico elevato – e a migliorare il trasporto ferroviario regionale sulle due sponde dello Stretto. Questa la posizione con cui Legambiente aderisce alla manifestazione nazionale prevista per domani a Messina. Secondo il rapporto "Ecosistema rischio" redatto dall’associazione ambientalista, in Calabria 409 comuni su 409 sono a rischio di frane o di alluvioni; in Sicilia la percentuale dei comuni a rischio idrogeologico si attesta sul 70%, ma nella provincia di Messina raggiunge la punta dell’84%. Sia Messina sia Reggio Calabria sorgono inoltre su un territorio ad alta sismicità.

"La drammatica alluvione che ha colpito esattamente un anno fa Giampilieri e Scaletta Zanclea – ha detto Salvatore Granata di Legambiente Sicilia -, il dissesto idrogeologico alla base delle numerose frane registrate in Calabria e in Sicilia e, ultimo in ordine di tempo, il nubifragio abbattutosi su Reggio Calabria lo scorso 3 settembre dimostrano l’urgente necessità di interventi di messa in sicurezza di un territorio estremamente fragile e fortemente urbanizzato".

"E’ in questa direzione – aggiunge il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – che vanno indirizzati i quasi 2 miliardi di euro di soldi pubblici che il governo intende impiegare per avviare la costruzione del Ponte sullo Stretto, un’opera palesemente inutile sotto il profilo trasportistico, dannosa per gli effetti sull’ambiente e sulla cui fattibilità permangono peraltro dubbi non ancora risolti".

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