AMBIENTE. Domani al via “Per uscire dall’economia del petrolio”

Quali sono i vincoli che frenano il decollo della chimica verde e dell’agricoltura non food in Italia? A questa ed altre domande mira a rispondere "Per uscire dall’economia del petrolio", il convegno organizzato da Legambiente insieme all’associazione Chimica Verde bionet e al Progetto Interregionale No Food che si svolgerà domani alla Fiera di Roma. Lo riferisce Legambiente in una nota.

Pianificato in concomitanza con la giornata di chiusura di ZeroEmission 2008, "Per uscire dall’economia del petrolio" rappresenta un’occasione di confronto tra esponenti del governo, esperti del settore, imprese e Regioni, associazioni agricole e ambientaliste. Buste di plastica non biodegradabili, decreti attuativi delle disposizioni sulle rinnovabili contenute nella Finanziaria 2008 sono tra i temi al centro del convegno.

In particolare, i decreti attuativi delle disposizioni sulle rinnovabili, contenute nella Finanziaria 2008, dovrebbero dare certezza sulla possibilità di ottenere gli incentivi dei Certificati verdi e del Conto Energia per chi cede alla rete nazionale energia elettrica da fonti rinnovabili. "Nel caso delle agrienergie – ha spiegato Legambiente – il ritardo comporta un’altra stagione agricola persa". L’associazione ha infatti sottolineato che in questo modo continuano a essere rinviate due grandi opportunità: le maggiorazioni di incentivo per chi produce energia elettrica da piccoli impianti, al di sotto del megawatt di potenza, grazie all’estensione del Conto Energia a tutte le fonti rinnovabili e le maggiorazioni per chi garantisce un approvvigionamento di materia prima vegetale da filiera corta, entro i 70 km di distanza dall’impianto.

"Quello della chimica verde – ha detto il responsabile scientifico di Legambiente, Stefano Ciafani – è un settore che, di fatto, potrebbe contribuire concretamente all’uscita dalla dipendenza dal petrolio per la produzione di numerosi prodotti. A patto, però, che la normativa venga applicata. Abbiamo ottime leggi ma sino adesso non sono state applicate: per questo si rischia di perdere un’occasione straordinaria sia dal punto di vista ambientale che economico".

Infine, il convegno affronterà "la partita aperta" delle buste di plastica non biodegradabile di cui la Finanziaria 2007 vieta la produzione a partire dal 2010. Anche in questo caso, manca il decreto attuativo che consentirebbe la costruzione della filiera alternativa. "L’Italia – ha sottolineato Legambiente – aveva anticipato tutti ma adesso, se la situazione non si sblocca, rischia di essere sopravanzata da molti altri Paesi (Francia, Gran Bretagna) che dell’eliminazione dei sacchetti di plastica hanno fatto un obiettivo concreto".

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