AMBIENTE. Domani giornata senza buste di plastica. CODICI: “Ma l’Italia è indietro”

L’Italia fa un passo indietro e rinvia di un anno il divieto di produzione e commercializzazione delle buste di plastica, quei sacchetti usati per la spesa che presentano un problema enorme: impiegano secoli per distruggersi. È quanto denuncia il CODICI in occasione della Giornata internazionale senza sacchetti di plastica indetta per domani, 12 settembre. I consumatori sono invitati a fare la spesa con buste biodegradabili, in tessuto o riutilizzabili, che rappresentano un vantaggio per l’ambiente e per il portafogli – considerato che nella maggior parte dei casi sono a pagamento.

"L’obiettivo dell’iniziativa – spiega CODICI – è sensibilizzare i cittadini sulla dannosità di un gesto quotidiano, ossia quello di utilizzare per i propri acquisti la plastica in maniera poco razionale. Molti Paesi ne hanno già vietato l’uso: in Italia invece il divieto sarà efficace a partire dal primo gennaio 2011. Il Governo, infatti, col decreto "Milleproroghe", ha rinviato di un anno l’entrata in vigore della norma che intende favorire una cultura industriale a minore impatto ambientale".

"L’Italia quindi fa ancora un passo indietro nell’adozione di nuove politiche ambientali a favore di lobbies che detengono il potere economico – ha detto la responsabile nazionale del settore Ambiente del CODICI Valentina Coppola – nonostante il divieto sia stato annunciato con tre anni di anticipo proprio per preparare le industrie chimiche ai nuovi modelli ecologici".

Intanto Coop ha annunciato di aver già eliminato le buste di plastica in 250 punti vendita, sostituendole con alternative a basso impatto ambientale quali i sacchetti in mater-bi, completamente biodegradabili (Unicoop Firenze ) o sacchetti biodegradabili a base di amido di patate o sacche resistenti e riutilizzabili in stoffa o polipropilene (Coop Adriatica). La decisione, informa la Coop in una nota stampa, "è stata preceduta e accompagnata da una campagna informativa in collaborazione con Legambiente che ha lo scopo di testare il gradimento, capire quali sono le possibili e eventuali resistenze e anche saggiare quali quantitativi occorreranno una volta a regime per sostituire l’ enorme mole di shoppers di plastica che ogni anno soltanto attraverso il circuito Coop si immette in circolo".

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