AMBIENTE. ENEA crea antifurti per “difendere” pannelli fotovoltaici

La tecnologia dell’energia rinnovabile è diventata un business. Lo testimoniano i numerosi episodi di furti di pannelli fotovoltaici, che creano notevoli danni sia in termini economici che di disservizi. Per far fronte a questo fenomeno, l’ENEA ha sviluppato un innovativo sistema di protezione, chiamato "PV-Guardian". Il dispositivo, realizzato dal Centro Ricerche di Portici, consente di prevenire le sottrazioni indebite, rilevando gli spostamenti non autorizzati in altri siti geografici, grazie ad un articolato sistema satellitare (Global Position System-GPS).

L’antifurto, appena brevettato, funziona mediante "una scheda laminata che – sottolinea l’ENEA – è parte integrante del pannello fotovoltaico, impossibile da rimuovere se non distruggendo il modulo stesso, PV-Guardian è in grado di rilevare le coordinate geografiche di un’eventuale nuova installazione rispetto alla precedente, per la quale erano state impostate le procedure di protezione (semplici codici PIN/PUK). Uno spostamento non autorizzato del modulo dal sito inibisce totalmente il suo funzionamento come generatore di energia elettrica rendendo vana l’azione stessa del furto. La funzione di generazione elettrica viene nuovamente ripristinata ricollocando il modulo nel luogo originario, oppure riprogrammando, con codici protetti, la nuova posizione geografica".

Al PV-Guardian si può abbinare anche un sistema di trasmissione dati mediante scheda GSM, alimentata dallo stesso modulo fotovoltaico. In tale caso, appena i "ladri" di energia solare entrano in azione, il dispositivo memorizza l’evento e quando il pannello "vede" la luce del sole (quindi anche la rete di satelliti), invia un segnale verso un gestore di servizi: ciò permette di individuare la nuova posizione dell’oggetto rubato.

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