AMBIENTE. Ecco le eco-aziende di prodotti elettronici, secondo Greenpeace

Philips, con l’iniziativa Econova TV, il primo televisore senza PVC e ritardanti di fiamma a base di bromo, raggiunge la vetta della classifica di Greenpeace che oggi ha pubblicato la sedicesima edizione dell’Eco-guida ai prodotti elettronici. In classifica anche HP, Nokia e Sony Ericsson: la prima ha messo in commercio di recente diverse linee toxic-free di notebook e desktop e anche una stampante priva di PVC; le altre due mantengono il primo e secondo posto in classifica per aver messo al bando PVC, ritardanti di fiamma a base di bromo, antimonio, berillio e ftalati (sostanze usate per ammorbidire la plastica in PVC). HP, Samsung e Lenovo sono le aziende che, più di altre, hanno scalato la classifica in questa edizione. Samsung dalla 13esima posizione passa alla quinta, anche se mantiene il punto di penalizzazione maturato nella quattordicesima edizione per aver disatteso gli impegni assunti in passato di eliminare le sostanze pericolose da tutti i prodotti entro il 2010.

"Negli anni è cresciuto il divario fra le aziende impegnate con profitto nell’innovazione verde e chi continua a fare solo promesse – commenta Vittoria Polidori, responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace – Philips ha superato i problemi tecnici riscontrati nella rimozione di PVC e ritardanti di fiamma dai suoi articoli. Ora gli altri produttori di TV non hanno più scuse!"

Greenpeace ricorda che alcuni ritardanti di fiamma, usati nei circuiti stampati e nei rivestimenti plastici, possono provocare disfunzioni nell’apprendimento e nella memoria, e interferire con l’attività della tiroide. La plastica in PVC, usata negli articoli hi-tech anche per isolare i cavi, è pericolosa in tutto il suo ciclo di vita: dalla produzione allo smaltimento finale per incenerimento, infatti, il PVC rilascia nell’ambiente diossine cancerogene pericolose per la salute dell’uomo.

Molte aziende quali Acer, le compagnie indiane Wipro e HCL, e HP hanno eliminato queste sostanze tossiche dai loro prodotti. Penalizzate, invece, Dell e LGE che non hanno rispettato l’impegno di mettere al bando le sostanze dai loro prodotti, rispettivamente entro la fine del 2009 e del 2010. Toshiba perde due punti in classifica: non ha dichiarato pubblicamente di non aver ripulito, come promesso, la propria catena di produzione entro il 1 aprile 2010 e non ha nemmeno identificato una nuova scadenza.

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