AMBIENTE. Eco-reati, le proposte della Commissione Ue

La Commissione europea ha oggi proposto una direttiva che impone agli Stati membri di considerare reati i comportamenti gravi contro l’ambiente e di assicurarne l’efficace sanzionamento. "La norma proposta – ha spiegato il vicepresidente della Commissione Franco Frattini – rappresenta un elemento importante per impedire che i criminali approfittino delle attuali discrepanze tra ordinamenti penali degli Stati membri a pregiudizio dell’ambiente europeo. Non possiamo tollerare zone franche di criminalità ambientale nell’Unione europea".
In particolare, la direttiva fissa sanzioni minime per i reati ambientali da applicare negli Stati membri. La definizione dei reati ambientali varia largamente da uno Stato membro all’altro e in molti Stati membri i livelli delle sanzioni sono inadeguati. La proposta mira ad assicurare un livello minimo di tutela penale dell’ambiente in tutta l’Unione europea.

Gli Stati membri saranno tenuti a garantire che una serie di attività, già vietate dall’UE o dalla normativa nazionale, siano considerate reati qualora siano poste in essere intenzionalmente o per grave negligenza. Essi dovranno provvedere affinché i reati ambientali particolarmente gravi, tra cui quelli che abbiano provocato il decesso o lesioni gravi alle persone o danni rilevanti alla qualità dell’aria, del suolo o delle acque, alla fauna o alla flora oppure che siano stati commessi da un’organizzazione criminale, siano punibili con la pena della reclusione di una durata massima non inferiore a 5 anni e con sanzioni di importo massimo non inferiore a 750 000 euro in caso di società. Inoltre la norma prevede sanzioni aggiuntive o alternative, come l’obbligo di pulire l’ambiente/riparare i danni ad esso causati o la possibilità di impedire alle imprese di continuare ad operare.

 

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