AMBIENTE. Ecoguida Greenpeace, al primo posto c’è HP

Verso un’industria elettronica sostenibile, le aziende dell’Information Technology possono fare da apripista riducendo i consumi energetici, sostenendo le leggi sull’energia verde, riducendo le emissioni di gas serra. Con questo obiettivo, Greenpeace ha presentato oggi la versione aggiornata della Ecoguida ai prodotti elettronici , la classifica che rientra nella campagna di Greenpeace per spingere l’industria dell’elettronica a trovare soluzioni per la riduzione delle emissioni di gas serra a livello globale.

La nuova Ecoguida vede HP sorpassare Dell e Nokia e ottenere il miglior punteggio in termini di sostenibilità della sua produzione, come si evince da un grafico che dal rosso (il punteggio più basso) vira al verde (quello più alto, meta ancora da raggiungere). HP arriva in testa alla classifica con ottime performance sulla misurazione e riduzione delle emissioni di CO2 nella scelta delle materie prime e nella produzione e sostenendo una legislazione più ambiziosa in materia di salvaguardia del clima, argomenta l’associazione, mentre l’azienda produttrice di computer Dell arriva seconda, ma con un balzo in avanti di 10 posizioni, motivato da target climatici ambiziosi, quali l’obiettivo ridurre del 40% le proprie emissioni da qui al 2015. Nokia, che prima era al top della classifica, scende al terzo posto per deboli performance sul fronte dell’uso di energie pulite. La Research in Motion (RIM), azienda produttrice dei telefoni BlackBerry, viene classificata per la prima volta ma si piazza in fondo alla classifica, soprattutto a causa dell’incompletezza e della poca trasparenza nella documentazione delle sue performance ambientali.

La ricerca di Greenpeace valuta quindici aziende IT su tre parametri: politica energetica, eco-compatibilità dei prodotti, sostenibilità della filiera. La novità di questa edizione è che le aziende sono state valutate anche per le emissioni di gas serra prodotte dall’intera catena produttiva.

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