AMBIENTE. Elezioni, WWF: i candidati siano chiari su energia, piano casa, caccia e biodiversità

Dire parole precise sul piano casa, sull’energia, sulla caccia e sulla biodiversità: è la richiesta che il WWF rivolge ai candidati alla vigilia delle elezioni regionali, individuando in questi quattro punti i "temi caldi" dal punto di vista ambientale che andrebbero chiariti e regolamentati. "Come dimostra la vicenda del nucleare e l’ultimo annuncio sul superamento della Dichiarazione di Inizio Attività per i lavori edili di manutenzione ordinaria e straordinaria per decreto, inattuabile senza il consenso della Regioni, il Governo nazionale fa continue invasioni di campo su materie che sono di competenza concorrente (governo del territorio, edilizia ed energetica) delle Regioni – ha detto Stefano Leoni, presidente del WWF – Le Regioni non devono solo attestarsi in difesa delle proprie prerogative costituzionali, ma dimostrare di avere disegni alternativi e di essere capaci di tutelare efficacemente, come richiesto dalla stessa Carta costituzionale, la salute dei cittadini e il paesaggio, e quindi l’ambiente".

Nel piano casa, ricorda il WWF, la maggior parte delle regioni dopo la stesura dell’Accordo con il Governo in Conferenza unificata ha limitato i danni impedendo l’aumento di cubature del 20% e la demolizione e ricostruzione con ampliamenti sino al 35% in aree tutelate e nei centri storici e non prevedendo il cambiamento di destinazione d’uso. Altre però, afferma l’associazione, hanno fatto leggi peggiorative: nella "lista nera" ci sono "Campania (che prevede oltre al premio del 35% in più della volumetria, anche un 20% in più in altezza, in caso di demolizione e ricostruzione), Lazio (che prevede ampliamenti del 20% anche per il non residenziale e un aumento del 50% delle volumetrie nel caso di abbattimento e spostamento di edifici oltre i 300 metri della costa, e sino al 60% se con destinazione alberghiera), Molise (che contempla il cambiamento della destinazione d’uso sia per gli ampliamenti che per le ricostruzioni), Veneto (che prevede ampliamenti anche per il non residenziale)". Inoltre le regioni non hanno ancora strumenti efficaci di "governo del territorio" a consumo di suolo zero.

Sul versante energia, "il WWF chiede coerenza alle 11 Regioni (Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana e Umbria) che hanno impugnato di fronte alla Corte Costituzionale le disposizioni della delega al Governo in materia nucleare (legge n. 99/2009) riguardanti le procedure di localizzazione degli impianti nucleari", e chiede coerenza ai candidati governatori di Lombardia e Veneto, Formigoni e Zaia, che si sono schierati per il no al nucleare nella propria regione. Servono però, puntualizza il WWF, scelte energetiche alternative e una revisione dei Piani energetici regionali. Sul fronte caccia, viene ricordato come un recente sondaggio abbia dimostrato la contrarietà della maggioranza degli italiani e dunque "la distanza tra Paese reale e quadro politico".

Infine il tema della biodiversità, legato proprio alla dichiarazione del 2010 quale Anno internazionale della biodiversità: "Sono appena 4 – ricorda l’associazione – le Regioni che hanno una propria legge in materia (Emilia Romagna, Liguria, Piemonte e Toscana), ma ancora nessuna Regione si è dotata di un Piano d’azione (solo la Toscana ha avviato il percorso), mentre tutte sono in estremo ritardo nella definizione dei Piani di gestione dei siti della rete Natura 2000, tutelata dall’Europa e ancora, rileva il WWF, la tutela della biodiversità non viene considerata nella pianificazione territoriale e nei programmi operativi economico-finanziari".

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