AMBIENTE. Emilia-Romagna chiede la sospensione di alcuni articoli del Codice

Sospensiva urgente in via cautelare di alcuni articoli del decreto legislativo del Governo sull´ambiente. E’ quanto chiede la Regione Emilia-Romagna nel ricorso avanzato contro il provvedimento alla Corte costituzionale. Secondo la Regione il decreto è lesivo dell’autonomia legislativa delle Regioni in materia ambientale, impattando in modo negativo sull’insieme delle leggi regionali vigenti in questo campo, rischiando quindi di paralizzare l’insieme delle azioni di salvaguardia ambientale.

In particolare, l’Emilia-Romagna punta il dito contro le norme sugli assetti delle Autorità di Bacino, alle tariffe del servizio idrico integrato e del servizio fognatura e depurazione, agli scarichi delle imprese agricole, alla gestione delle terre e rocce di scavo, alle procedure per la gestione dei rifiuti.

"Siamo di fronte ad un provvedimento grave – spiega in una nota il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani – che è stato contestato da personalità del mondo scientifico ed accademico che hanno condiviso i rilievi che sono stati fatti dalle Regioni, dagli Enti locali, dalle Associazioni economiche, sindacali e ambientali. E’ un provvedimento rispetto al quale abbiamo chiesto eccezionalmente alla Corte Costituzionale la sospensiva degli effetti di alcuni articoli, perché le gravi conseguenze che comportano sono immediate e compromettono in modo estremamente rilevante l’assetto organizzativo che oggi garantisce la tutela dell’ambiente e del territorio. Purtroppo siamo costretti ad accedere ancora una volta alla Corte costituzionale perché di fatto non è stato possibile, per una scelta del Governo, avviare un confronto effettivo su temi così delicati per l’assetto del territorio".

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