AMBIENTE. Emissioni CO2 da auto, ecco la classifica dei produttori

La classifica dei costruttori di auto, redatta sulla base delle emissioni di CO2 e di quanto queste si avvicinano alle disposizioni europee – che prevedono una riduzione fino al 2020 – vede al primo posto la Fiat, con 138 grammi per chilometro, e al secondo PSA Peugeot-Citroen con 139 g/km, unici due gruppi ad aver rispettato l’obiettivo dell’accordo volontario del 1998 che prevedeva 140 g/km entro il 2008. È quanto emerge dal rapporto "Reducing CO2 Emissions from New Cars: A Study of Major Car Manufacturers" (Ridurre le emissioni di CO2 dalle nuove auto: studio dei maggiori produttori) pubblicato oggi da Transport and Environment (T&E). Partner italiani del progetto sono Amici della Terra e Legambiente.

Rispetto agli anni precedenti, nel 2008 i produttori hanno ridotto le emissioni di CO2 dei modelli venduti sul mercato europeo del 3,3%, portando la media di settore a 153,5 gCO2/km. Si tratta di un miglioramento, anche se il trasporto su gomma rappresenta ancora il 19% del totale della CO2 emessa in Europa e dal 1990 le emissioni sono aumentate del 28%.

La recente direttiva comunitaria ha fissato nuovi obiettivi settoriali al 2015 (130 gCO2/km) e al 2020 (95 g/km). Nella classifica dei produttori emergono dunque, oltre ai primi posti di Fiat e Peugeot-Citroen, i risultati ottenuti dai gruppi che partivano da posizioni più inefficienti sotto il profilo dei consumi di carburante, e che hanno ridotto le emissioni: BMW (-10,2%, ora a 154 g), Mazda (-8,2%, 158 g) e Hyundai (-7,6%, 161 g), che rimangono però su valori ancora elevati di emissioni.

"Questi dati – ha commentato Massimiliano Bienati, responsabile degli Amici della Terra Italia per la campagna sull’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni di CO2 delle auto – testimoniano gli enormi spazi di riduzione delle inefficienze in Europa e la corresponsabilità degli Stati nel ridurle. Non basta che le case offrano alcuni modelli più efficienti, se poi ai consumatori non viene data l’opportunità di valutare consapevolmente scelte di consumo più sostenibili. Occorre una politica complessiva dei trasporti e dell’ambiente, fatta di strumenti regolatori ed economici, qualità dell’offerta e maggior cura nella comunicazione con il consumatore".

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