AMBIENTE. Emissioni, Legambiente e Wwf: “Italia fuori dai termini di presentazione dei PNA”

Scade oggi per i 25 stati membri della UE l’obbligo di presentare alla Commissione Europea i Piani nazionali di assegnazione (PNA) della seconda fase del mercato di scambio delle emissioni. È molto probabile, però, che numerosi stati membri, tra cui l’Italia, non rispettino questa scadenza, infrangendo le disposizioni della direttiva europea. I paesi che hanno già fornito informazioni sui propri piani sembrano essere riluttanti nel prendere misure di riduzione che siano efficaci nella lotta al cambiamento climatico. La maggior parte delle bozza di PNA sono deboli e insufficienti.

La denuncia arriva da Legambiente e WWF, che sottolineano l’importanza che riveste lo schema del mercato delle emissioni (Emission Trading Scheme) per il rispetto degli obblighi presi collegialmente dall’Europa nell’ambito del Protocollo di Kyoto (riduzione 8%). Mentre i dati recentemente pubblicati dall’Agenzia Europea dell’Ambiente indicano che nel 2004 le emissioni in Europa sono cresciute dello 0,3%. L’Italia doveva ridurre le proprie emissioni del 6,5% rispetto ai livelli del 1990 ed è invece a circa +13%, e deve quindi ridurre le emissioni di quasi il 20%.

"Il trend di certo non migliorerà se ci sarà un assegnazione troppo generosa delle quote di emissione, come dimostrato dai piani della prima fase (2005-2007) – commentano le due associazioni ambientaliste – . L’efficacia ambientale del mercato delle emissioni europeo, nella seconda fase, può essere raggiunta solo se verranno definiti limiti di emissioni più stringenti, se le regole di assegnazione saranno credibili e se le metodologie di assegnazione e di raccolta dati saranno trasparenti".

Ecco dunque che cosa è necessario fare:

  • Rispettare la scadenza: gli stati membri devono presentare i propri piani in tempo. Se falliscono la Commissione Europea ha l’obbligo di prendere tutte le misure necessarie, inclusa l’apertura di procedure d’infrazione per assicurarsi che l’Emission Trading Scheme venga preso sul serio.
  • PNA più ambiziosi: i limiti devono essere abbassati di una media del 9% rispetto al primo periodo (la Commissione suggerisce il 6%). Per assicurare il funzionamento del mercato deve, inoltre, essere ridotta la quantità di quote disponibile.
  • Mettere all’asta le quote di emissione. Secondo le linee guida della Commissione possono essere messe all’asta il 10% delle quote per il periodo 2008-2012, dando quindi la possibilità di realizzare ricavi per l’amministrazione pubblica. Sino ad ora, però, hanno espresso l’intenzione di farvi ricorso solo Irlanda, Lituania, Olanda e Gran Bretagna, e solo per una percentuale molto inferiore al 10%. La Francia invece sembra l’unico paese intenzionato a mettere all’asta l’ammontare massimo del 10%.

 

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