AMBIENTE. Emissioni gas effetto serra, Tribunale UE annulla decisione della Commissione

Il Tribunale di I grado delle Comunità Europee ha annullato la decisione della Commissione adottata il 12 aprile 2005 relativa alla proposta di emendamento al piano nazionale per l’assegnazione di quote di emissioni dei gas a effetto serra (PNA) notificato dal Regno Unito ai sensi della direttiva 2003/87. Nella decisione, impugnata dallo Stato membro, la Commissione riteneva inammissibile, perché non accettato espressamente, l’aumento, proposto dal Regno Unito, di quote di emissione assegnate pari a 19,8 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente.

Secondo il Tribunale, la Commissione ha commesso un errore di diritto in quanto:

  • L’obiettivo principale della direttiva 2003/87 è quello di creare, a partire dal 1° gennaio 2005, un sistema comunitario di scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra. Tale sistema è basato su PNA predisposti dagli Stati membri, applicando i criteri previsti dalla citata direttiva. Così, ciascuno Stato membro doveva elaborare un primo PNA per il periodo di tre anni iniziato il 1° gennaio 2005. Tale PNA doveva essere pubblicato e notificato alla Commissione e agli altri Stati membri entro il 31 marzo 2004, ai sensi dell’art. 9, n. 1, della direttiva 2003/87. Il PNA doveva indicare il quantitativo totale di quote che lo Stato membro «intende[va] assegnare per tale periodo e le modalità di tale assegnazione»;
  • Va anche ricordato che la direttiva 2003/87 ha lo scopo di creare un efficiente mercato europeo delle quote di emissione dei gas a effetto serra, danneggiando il meno possibile lo sviluppo economico e l’occupazione. Così, sebbene la direttiva 2003/87 abbia come obiettivo la riduzione dei gas a effetto serra conformemente agli impegni assunti dalla Comunità e dagli Stati membri nel quadro del protocollo di Kyoto, tale obiettivo deve essere perseguito, nei limiti del possibile, rispettando le necessità dell’economia europea. Ne consegue che i PNA elaborati nel quadro della direttiva 2003/87 devono tenere in considerazione le informazioni e i dati esatti relativi alle emissioni previste per gli impianti e i settori interessati dalla direttiva 2003/87. Qualora un PNA si basi in parte su informazioni o valutazioni erronee relativamente al livello delle emissioni di certi settori o di certi impianti, deve essere possibile, per lo Stato membro interessato, proporre modifiche del PNA, ivi compreso un aumento del quantitativo totale di quote da assegnare, così da risolvere tali problemi prima ancora che possano avere ripercussioni sul mercato. Resta comunque il fatto che, al fine di assicurare il rispetto degli obiettivi ambientali della direttiva 2003/87, la Commissione deve stabilire se le modifiche proposte dallo Stato membro siano compatibili con i criteri contenuti nell’allegato III e con le disposizioni dell’art. 10 della medesima direttiva.

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