AMBIENTE. Equità, solidarietà e responsabilità nel position paper di Terra Futura

Un vero green new deal, poggiato su basi solide e durature, frutto di un profondo cambiamento della cultura e della pratica politica, capace di fare patrimonio anche delle esperienze di economia sostenibile e solidale già esistenti. È in sintesi questo che chiedono i promotori e i partner di Terra Futura, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, la cui sesta edizione (Firenze, Fortezza da Basso, dal 29 al 31 maggio) è stata presentata all’ultimo World Social Forum, da poco conclusosi a Belem, in Brasile.

L’evento internazionale è promosso e organizzato da Fondazione culturale Responsabilità Etica Onlus per conto del sistema Banca Etica (Banca Etica, Etica SGR, Rivista "Valori"), Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell’Economia Sociale s.c., in partnership con Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente, e dal Forum Sociale ha voluto raccogliere un’importante eredità. A testimonianza della condivisione di valori e obiettivi tra i due eventi, si è scelto di presentare a Belem, in anteprima, anche il position paper redatto e sottoscritto dai promotori e partner della mostra convegno fiorentina.

Il documento, che porta il titolo "Il tempo è opportuno: equità, solidarietà e responsabilità per uscire dalla crisi", è una proposta di riflessione verso Terra Futura 2009, ma anche di condivisione di un percorso, affinché la svolta indispensabile necessaria per uscire dalla triplice crisi (finanziaria, ambientale, sociale), diventi una nuova visione e si declini praticamente in nuovi modi di abitare, produrre, coltivare, agire e governare, come ricordano le cinque parole chiave di Terra Futura.

"Dobbiamo tutti insieme alzare la voce e sollecitare impegni per un green new deal – dice Ugo Biggeri, presidente della Fondazione culturale Responsabilità Etica onlus – ossia chiedere che gli aiuti pubblici, anziché essere immessi nel sistema economico-produttivo per salvare le banche responsabili della crisi, certo non proteggendoci dalla reiterazione dei vecchi meccanismi, siano invece investiti nella riconversione ecologica del modello di sviluppo e in un’economia al servizio dell’uomo. Ma oltre a nuove politiche industriali per l’ecoefficienza, pensiamo anche a relazioni commerciali più eque a livello mondiale, a una finanza più etica, a modelli di consumo sostenibili, a nuove forme di welfare partecipato".

"Per questo abbiamo bisogno ancora di più di incontrarci – continua Biggeri – di mostrare ciò che facciamo, di rafforzare le nostre reti, di confrontarci con il mondo dell’economia tradizionale e con la politica, per governare insieme questo cambiamento necessario. Un cambiamento che chiede – conclude Biggeri – in particolare, un’idea e una pratica nuove di governo, che facciano della solidarietà, dell’equità e della responsabilità i propri assi portanti".

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