AMBIENTE. Eurobarometro: il cambiamento climatico preoccupa più della crisi

Gli europei sono sempre più preoccupati del cambiamento climatico. È un’opinione pubblica inquieta, che segnala fra i problemi gravi del mondo quello del clima subito dopo la fame, la povertà e la mancanza d’acqua (considerati un unico problema) e prima della stessa crisi economica. È quanto emerge da un sondaggio speciale Eurobarometro pubblicato oggi: più di due europei su tre considera il cambiamento climatico un problema molto grave e quasi l’80% ritiene che l’adozione di misure volte a combatterlo possa dare impulso all’economia e all’occupazione. Rispetto al 2009, aumenta l’inquietudine verso il cambiamento climatico. Ed è alta l’aspettativa che l’Unione europea diventi una società rispettosa del clima.

Il cambiamento climatico è identificato come un problema molto grave dal 68% delle persone intervistate, che diventa l’89% se si contano anche coloro che lo ritengono "piuttosto grave". Nel complesso, è un tema messo al secondo posto fra i problemi indicati quali i più gravi nel mondo, subito dopo povertà, la fame e la mancanza di acqua potabile, che vengono considerate unitariamente. Una persona su cinque pone il cambiamento climatico al primo posto fra i problemi segnalati e per il 51% si tratta del problema più grave o di uno dei più gravi (era il 47% nel 2009), mentre la situazione economica viene indicata come tale per il 45% degli intervistati.

L’opinione pubblica europea ritiene (78%) che la lotta al cambiamento climatico e il miglioramento dell’efficienza energetica possano dare impulso all’economia e all’occupazione in Europa. Il 68% è favorevole all’idea di una fiscalità maggiormente incentrata sulla tassazione del consumo energetico, e in tutti gli Stati i sostenitori di questa posizione sono la maggioranza. Parimenti diffusa l’aspettativa che l’Europa faccia passi avanti e diventi una società rispettosa del clima entro il 2050: quasi nove persone su dieci (l’88%) si aspettano che nel 2050 l’Europa faccia un maggior uso delle energie rinnovabili, l’87% che dia prova di una maggiore efficienza energetica e il 73% che le automobili utilizzino combustibili più efficienti di quelli attualmente impiegati.

Sostiene Connie Hedegaard, commissaria responsabile dell’Azione per il clima: "Questo sondaggio mostra che i cittadini d’Europa sono consapevoli che esistono altre sfide oltre a quelle economiche. Una chiara maggioranza di europei si aspetta che i responsabili politici e i leader economici affrontino seriamente e con urgenza la grave sfida posta dal clima. Colpisce il fatto che le preoccupazioni circa il cambiamento climatico siano maggiori ora che alla vigilia della conferenza di Copenaghen sul clima. In particolare, il fatto che più di tre europei su quattro vedano nel miglioramento dell’efficienza energetica un modo per creare occupazione costituisce un forte segnale per i responsabili delle decisioni a livello europeo".

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