AMBIENTE. Fondi strutturali Rete Natura 2000, Wwf e Lipu scrivono alle Regioni

Prevedere il finanziamento di azioni a favore della biodiversità, innanzitutto partendo da Rete Natura 2000, dalle reti ecologiche nazionali e dai piani d’azione per le specie e gli habitat minacciati dall’uomo. Questa la richiesta di LIPU e WWF nella nota inviata ai Presidenti regionali e agli assessori competenti, in prossimità della stesura della programmazione regionale per i fondi strutturali 2007-2013 (POR).

La richiesta giunge a seguito dell’incontro del 28 luglio tra ambientalisti e il Ministero dello Sviluppo e ad una successiva comunicazione del Ministro Bersani, in cui il Ministro rassicurava le Associazioni sulle intenzioni di riconsiderare alcuni elementi critici contenuti nel documento strategico nazionale per i fondi strutturali che, così come formulati allo stato attuale, impedirebbero l’utilizzo dei finanziamenti comunitari per la tutela della natura per i prossimi sette anni.

"L’approccio adottato nel documento dal precedente Governo – dichiarano gli ambientalisti- presenta prerequisiti troppo vincolanti per un effettivo utilizzo dei fondi. Il nostro Paese, se adottasse questa impostazione, rischierebbe di non poter ottemperare agli obblighi e alle scadenze comunitarie in materia di conservazione della natura, e conseguentemente si assisterebbe all’insorgere di nuove onerose procedure d’infrazione."

I timori di WWF e LIPU, sono fondati sui numerosi pronunciamenti della Commissione e del Parlamento Europeo. Le istituzioni europee, infatti, hanno previsto, a favore della biodiversità, un’articolata strategia d’azione composta da obblighi e da finanziamenti di sostegno attraverso l’integrazione tra i fondi per lo sviluppo rurale, i fondi Life+ e i fondi strutturali. In sostanza, la Commissione europea indica agli Stati membri la necessità di utilizzare in modo integrato tutte queste fonti di finanziamento.

Inoltre LIPU e WWF chiedono alle Regioni, in questa fase di programmazione, un pieno coinvolgimento dei soggetti attivi nella conservazione e valorizzazione della biodiversità, le Associazioni ambientaliste e gli enti di gestione delle aree protette, per individuare insieme le azioni più opportune per arrestare il degrado degli habitat naturali e degli ecosistemi e frenare l’estinzione delle specie animali e vegetali di cui l’Italia ha responsabilità a livello internazionale.

 

 

 

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