AMBIENTE. Fotovoltaico al posto dell’amianto: ecco la campagna “Provincia Eternit Free”

E’ stato messo al bando nel 1992, ma l’amianto è ancora presente in tutta Italia. Percorre il nostro Paese in lungo e in largo, anche perché l’Italia dal 1946 al 1992 è stato il secondo produttore europeo di amianto: lo estraeva da due grandi miniere, quella di Balangero in Piemonte e quella di Emarese in Valle d’Aosta. Lo ha esportato in tutta Europa e lo ha utilizzando in tutto il Paese essendo un isolante termico ed acustico a basso costo.

Nel 1992 con la legge 257 in Italia è stata vietata l’estrazione, l’importazione e l’utilizzazione dell’amianto e dei prodotti che lo contengono. Questa legge obbligava, inoltre, le Regioni ad adottare entro 180 giorni un piano per il censimento, la bonifica e lo smaltimento dei materiali contaminali dalla fibra killer.

Ad oggi ci sono Regioni che quel piano ancora non l’hanno adottato. Non solo manca un censimento dettagliato, ma non ci sono gli impianti per smaltirlo. Questo è il desolante quadro denunciato da anni dalle associazioni ambientaliste e messo a nudo dall’ultimo rapporto di Legambiente "Liberi dall’amianto".

Oggi, a distanza di quasi 20 anni dalla legge, forse qualcosa si muove per liberare l’Italia dall’amianto. Il decreto del 24 agosto 2010 ha prorogato fino al 2012 gli incentivi speciali per le aziende che vogliono sostituire le coperture in eternit con pannelli fotovoltaici. A tal proposito oggi si è tenuto il primo convegno nazionale sulla campagna "Provincia Eternit Free", il progetto lanciato da AzzeroCO2 e Legambiente, per promuovere presso le aziende e i capannoni agricoli presenti sul territorio la sostituzione di tetti in eternit con impianti fotovoltaici, beneficiando degli incentivi speciali introdotti dal Governo nel 2007 e prorogati fino al 2012. Un’iniziativa che vuole al tempo stesso ridurre il consumo di energia e la produzione delle emissioni e tutelare il territorio e la salute dei cittadini, con i minori costi possibili. E’ un esempio concreto di green economy, che cerca di coniugare le ragioni dell’economia con quelle dell’ecologia.

"La campagna "Provincia Eternit Free" si colloca in linea con le indicazioni europee, che raccomandano entro il 2020 un abbattimento del 20% delle emissioni di CO2, dei consumi energetici e un pari incremento dell’utilizzo di fonti rinnovabili – ha spiegato Mario Gamberale, AD di AzzeroCO2 – La sostituzione delle coperture in amianto dei capannoni ad uso agricolo e industriale con i pannelli fotovoltaici, infatti, oltre ad indubbi benefici all’ambiente e alla salute dei cittadini, porterà un incremento della produzione di energia rinnovabile sul territorio nonché una forte contrazione delle bollette per le aziende che potranno realizzare in proprio gli interventi".

Quella di "Provincia Eternit Free" è un’idea semplice che potrebbe avere effetti positivi a cascata, come ha sottolineato il Presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza: si mette in movimento l’economia, si bonifica l’ambiente tutelando la salute dei cittadini e si raggiungono gli obiettivi di Kyoto. "Speriamo che questo progetto possa allargarsi ad altre Province" ha augurato Cogliati Dezza.

Il dottor Sebastiano Serra del Ministero dell’Ambiente ha parlato della necessità "di andare nella direzione in cui le fonti rinnovabili diventino competitive e non abbiano sempre bisogno di incentivi. Abbiamo bisogno di nuove efficienze, ad esempio nella produzione dei pannelli fotovoltaici che attualmente compriamo dall’estero. Si va avanti solo se c’è programmazione e questo progetto ne è un buon esempio".

E il senatore Francesco Ferrante ha evidenziato un’altra criticità, tutta italiana, dello sviluppo delle fonti rinnovabili. "Quando parliamo di rinnovabili pensiamo subito alla lentezza delle autorizzazioni. Il modo migliore per intervenire è proprio quello di non caricare, su chi vuole investire sulle rinnovabili, il costo aggiuntivo della lentezza delle pratiche. Al quadro normativo che si sta delineando dobbiamo incrociare la curva degli incentivi, prevedendone ad esempio alcuni anche per le altre fonti diverse dal fotovoltaico. Solo così riusciremo a raggiungere gli obiettivi fissati per il 2020, realizzando delle politiche che sono davvero win-win".

di Antonella Giordano

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