AMBIENTE. Fotovoltaico, cittadini e società propongono ricorso al Tar Lombardia: “Decreto lesivo”

Il decreto del 2006 dei ministeri delle attività produttive e dell’ ambiente sugli impianti fotovoltaici privati è illegittimo e lesivo per chi ha già chiesto la concessione. Inoltre, rende poco conveniente installare questo tipo di impianto, che permette la produzione di energia pulita sfruttando le potenzialità del sole. E’ quanto sostengono 15 fra cittadini e società di tutta Italia, che hanno presentato ricorso al Tar della Lombardia.

"A differenza di quanto stabilito in un decreto del 2005 – spiegano gli avvocati fiorentini Alessandro Tarducci e Iacopo Tozzi, che hanno avviato il ricorso – quello del 6 febbraio 2006 prevede che i contributi ai privati, erogati dal gestore della rete di trasmissione nazionale, nei prossimi 20 anni non saranno adeguati agli indici Istat e che per gli impianti più piccoli non sarà possibile vendere l’ energia prodotta in surplus".

Per i due legali si tratta di "una decisione lesiva per quanti avevano già vista accolta la loro domanda, più di 9mila in Italia a fine 2005. Infatti, ora non è più così conveniente produrre energia rinnovabile e i costi degli impianti sono difficilmente ammortizzabili". "Il decreto è stato impugnato – spiegano ancora gli avvocati Tarducci e Tozzi – anche per un vizio di forma: non ha infatti ottenuto, come da procedura, il parere del Consiglio di Stato e, per questo, è illegittimo". Per i cittadini che hanno presentato ricorso il decreto del 2006 riduce notevolmente i benefici previsti nel 2005: "da una parte il risparmio sulle bollette – spiegano i due legali – dall’altra il guadagno ottenuto vendendo energia pulita ad altri, con un bilancio risparmi/ricavi che portava ad ammortizzare la spesa dell’ impianto in 6-7 anni. Questo, senza considerare l’ incalcolabile guadagno ambientale".

 

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