AMBIENTE. Frane e alluvioni, “Ecosistema Rischio 2008”: nel 77% dei comuni abitazioni a rischio

Frane e alluvioni minacciano le case degli italiani: nel 77% dei comuni italiani sono presenti abitazioni in aree a rischio e nel 30% interi quartieri. E’ quanto emerge dal rapporto "Ecosistema Rischio 2008" presentato oggi a Roma da Legambiente e dal Dipartimento della Protezione civile. Lo riferisce Legambiente in una nota.

In Italia dunque secondo l’associazione ambientalista "è sempre elevato il pericolo frane e alluvioni" e ci sono "forti ritardi nella prevenzione e ancora troppo cemento lungo i corsi d’acqua". Il 63% dei 1.244 comuni coinvolti nell’indagine infatti è in ritardo nella prevenzione e rimane alta (24%) la percentuale delle amministrazioni che non fanno nulla per la sicurezza del territorio.

Preoccupa anche la quasi totale assenza di attività di delocalizzazione delle strutture presenti nelle aree più a rischio: solo il 5% delle amministrazioni avvia questo tipo di interventi per le abitazioni e appena il 4% per i fabbricati industriali.

Dati più confortanti arrivano invece per le attività svolte nell’organizzazione del sistema locale di protezione civile: oltre l’80% delle amministrazioni comunali possiede un piano d’emergenza da mettere in atto in caso di frana o alluvione, e nel 57% dei casi i piani sono stati aggiornati negli ultimi due anni.

"L’irrefrenabile e smodata cementificazione lungo i corsi d’acqua – ha commentato Luigi Rambelli, Presidente di Legambiente Emilia Romagna – causata da piani di sviluppo urbano assurdi ed illogici, aggravata dagli effetti dei mutamenti climatici, aumenta drasticamente il pericolo di frane ed alluvioni cui è da sempre soggetto il nostro Paese. Le amministrazioni locali, purtroppo, spesso ritardano nell’avviare interventi mirati ad attività di prevenzione e pianificazione per una corretta gestione del territorio. Fortunatamente possiamo contare su un ottimo sistema di protezione civile, che però non basta. È necessaria una efficace opera di prevenzione del rischio idrogeologico che va realizzata educando al rispetto dell’ambiente e degli ecosistemi più fragili (come ad esempio i fiumi) e ad una maggiore cura del territorio".

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