AMBIENTE. Funivia delle Cinque Terre: i favorevoli e i contrari

Funivia sì o funivia no. E’ questo l’ultimo dilemma che si pone agli ambientalisti. Il Consiglio Nazionale di Italia Nostra ha bocciato il progetto di realizzazione di un ascensore funicolare nel Parco delle Cinque Terre, progetto che dovrebbe concretizzarsi il prossimo anno. Dovrà collegare uno dei sentieri più affollati dai turisti – la via dell´amore o sentiero azzurro – sopra il comune di Riomaggiore, alla cima del monte Parodi, ad un´altezza di 600 metri dove si trova il forte di Bramapane. Il dibattito sulla futura funivia conferma l´altissimo livello di sensibilità ambientale che circonda il Parco delle Cinque Terre, patrimonio Unesco.

Il presidente-custode del Parco difende la scelta di un "ascensore che unisce, come un´opera d´arte e che avrà una sola campata, quindi un impatto assolutamente minimo". Da Italia Nostra, invece, fanno sapere che: "Una struttura di questa natura determinerebbe l´occupazione di spazi attualmente liberi nel luogo di partenza e in quello di arrivo con la inammissibile alterazione della delicata morfologia del territorio e dunque con lesione della stessa integrità fisica di aree protette". Inoltre, sempre secondo Italia Nostra, la struttura "altererebbe l´immagine del parco, interferendo nelle molteplici visuali da terra e dal mare".

Legambiente, invece, si attesta su posizioni diverse. "Non è possibile che ogni modifica del territorio sia considerata uno sfregio all’ambiente. Al contrario, realizzare il collegamento in funivia tra le Cinque Terre e la Val di Vara, ci sembra un’ottima idea e una sfida che dimostra, ancora una volta, che non c’è solo un ambientalismo che blocca e conserva, ma anche uno che modifica e innova. E dimostra inoltre che i parchi, se ben gestiti, possono rappresentare un fattore di sviluppo e rilancio non solo all’interno dei propri confini, ma anche per i territori limitrofi".

La funivia – secondo Legambiente – sarebbe anche un’occasione per decongestionare le zone più frequentate delle Cinque Terre e favorire la frequentazione di una valle altrimenti condannata dalla marginalità all’effetto presepe: bello, ma fermo. E questo è esattamente quello che è successo per le Cinque Terre che una decina d’anni fa, prima dell’istituzione del parco, erano un territorio marginale, decadente e destinato allo spopolamento.

Comments are closed.