AMBIENTE. Garda diviso a metà: i risultati di Goletta dei laghi, Legambiente

E’ un lago spaccato in due quello di Garda, pulite le acque di balneazione sul fronte veronese, un punto gravemente inquinato sulle sponde trentine e casi di inquinamento piuttosto serio sulle coste della Lombardia, dove evidentemente insistono ancora alcuni scarichi fognari non adeguatamente depurati. E’ questo il bilancio gardesano di Goletta dei laghi "Cigno Azzurro 2006", la campagna di Legambiente che analizza la qualità delle acque di balneazione dei maggiori laghi italiani, realizzata con il contributo di COBAT (Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste) e COOU (Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati).

I tecnici di Legambiente hanno campionato 22 punti, sulle coste di Lombardia, Veneto e Trentino. Sono risultate di gran lunga oltre i limiti di legge le acque di Limone sul Garda, alla foce del torrente San Giovanni (punto balneabile secondo l’Asl di Brescia) e di Moniga, non lontano dal porto turistico. Inquinate anche quelle di Padenghe. Casi di inquinamento meno grave sono stati registrati a San Felice del Benaco e a Sirmione. Un altro caso preoccupante a Riva del Garda (TN). Nulla da eccepire, come detto, sui lidi del veronese.

"Siamo rimasti stupiti dalla netta differenza tra acque lombarde e venete – ha spiegato Tiziano Granata, portavoce di Goletta dei Laghi -. E’ intervenendo con politiche di risanamento e depurazione a terra che si salvaguarda l’ecosistema lacustre. Sulle coste lombarde abbiamo rilevato casi di contaminazione tali da imporre agli enti competenti un ulteriore e rigoroso controllo e, ove necessario, interventi di adeguamento degli impianti. Occorre assicurare ai cittadini e ai tanti turisti il diritto di fare il bagno in piena sicurezza".

I prelievi effettuati dal laboratorio mobile di Legambiente, tra venerdì 21 e sabato 22 luglio, rappresentano una fotografia puntuale delle acque al momento del prelievo e non una patente di balneabilità, giudizio che spetta al Ministero della Salute. Sono stati analizzati coliformi fecali e streptococchi, parametri previsti dalla legge sulle acque di balneazione (Dpr. 470/82) e gli escherichia coli, previsti dalla nuova direttiva 2006/7/CE sulle acque di balneazione che l’Italia dovrà recepire entro il 2008.

"Con l’avvio della stagione turistica, la pressione antropica sul lago aumenta in misura esponenziale – ha dichiarato Barbara Meggetto della Direzione regionale di Legambiente – e molti impianti di trattamento non sono in grado di depurare le acque refle acque reflue. Ci sono località che per oltre il 50% sono fatte da seconde case che, insieme a campeggi e alberghi, portano la popolazione a crescere anche di venti volte. E’ necessario quindi ripensare l’offerta turistica anche sul piano della qualità e della sostenibilità ambientale".

 

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